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Come nasce l’arte di dominare le folle . . .

“Psicologia delle folle” – Le Bon Gustave
Egli si interroga su come si muovono le folle.
La folla viene spinta da una sorta di istinto irrazionale perdendo l’individualità.

“Psicologia delle masse e analisi dell’io” – Sigmund Freud
Egli non accetta la teoria di Le Bon, ma riteneva che l’esperienza base dell’inconscio è il rapporto con le figure parentali: molto frequente, ad esempio, è il complesso di Edipo del figlio nei confronti del padre, visto come nemico perché sottrae la madre al suo amore.
Freud identifica il leader come la figura paterna, nello stesso tempo odiato e amato.

“Psicologia del fascismo” – Wilhelm Reich
Egli ritiene che l’uomo tradizionale sia sessualmente inibito dalla Chiesa e dalla famiglia.

Il fascismo nasce dall’identificazione del leader nella figura paterna (Dio “Padre”).

“Prassi e teoria della psicologia individuale” – Alfred Adler
Egli riconosce il singolo da parte del collettivo, l’uomo è socialmente fatto per vivere in società.
Il singolo non perde la propria individualità nel collettivo.
Nella folla si manifesta il problema dell’inferiorità che rende difficile integrazione tra gli altri. Allora il singolo contrae una nevrosi che si manifesta in una esagerata volontà di potenza.

“Fuga dalla libertà” – Erich Fromm
Egli cerca di spiegare quali sono le cause del nazifascismo.
L’uomo vive in comunità come gli animali da branco.
L’uomo quando è solo cerca un punto di riferimento per compensare l’angoscia che è dentro di lui.

“Civiltà in transizione” – Carl Gustav Jung
Quest’opera è relativa al nazismo come archetipo di un Dio pagano.
La sua psicologia si fonda su archetipi, cioè modelli o possibilità di rappresentazione che si trasmettono ereditariamente, e si basa sull’esperienza collettiva.
“Inconscio collettivo”, pulsioni che ci caratterizzano come animali. Secondo Jung in ognuno di noi c’è sempre un istinto religioso.

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