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Adolescenza

Esistono 3 età della vita: infanzia, maturità e vecchiaia. L’adolescenza coincide con la pubertà, ossia con la maturazione sessuale. Il riconoscimento dell’adolescente come soggetto sociale diverso dall’adulto avviene nella cultura occidentale in età moderna. Nella società pre- industriale europea e nelle società meno complesse della nostra, infatti, non prevedono una fase intermedia tra il mondo infantile e quello dell’adulto.

Trasformazioni della pubertà:

Durante la pubertà avviene la maturazione sessuale, ossia lo sviluppo degli organi riproduttivi e delle ghiandole sessuali, con conseguente produzione di cellule germinali e secrezione di ormoni. Si verifica una rapida crescita in peso e in altezza, accompagnata da un graduale cambiamento delle proporzioni corporee. Poiché la crescita non avviene con lo stesso ritmo in tutte le parti del corpo, possono verificarsi temporanee disarmonie. L’apice della crescita si colloca mediamente tra gli 11 e i 14 anni. Le trasformazioni della pubertà e i disturbi che le accompagnano possono creare sgomento, disagio, preoccupazione, insoddisfazione per il proprio aspetto fisico e il rifiuto di crescere. La comparsa delle mestruazioni nelle ragazze può generare vergogna e paura ed è importante che i genitori le preparino ad accogliere quest’evento con serenità.


Pensiero ipotetico-deduttivo:

A partire dagli 11- 12 anni il ragazzo sviluppa le proprie abilità cognitive. Molti adolescenti mostrano di essere in grado di immaginare soluzioni ipotetiche e di sapersi muovere tra concetti e teorie. Anche alle pure capacità logiche poste dallo stesso pensiero, da cui deduce le conseguenze (da qui la caratteristica di ipotetico - deduttivo) è in grado di compiere operazioni mentali. Posto davanti a un problema un ragazzo costruisce l’insieme delle possibili ipotesi ed in seguito decide quali soluzioni adottare. È in grado di affrontare problemi teorici, di discutere di politica e di filosofia. In questa fase della vita il pensiero raggiunge lo stadio dialettico: si riconoscono come legittime e possibili le divergenze di opinioni e ci si confronta con esse. Si comprende anche che le contraddizioni fanno parte della condizione umana e dalla complessità del vivere.

Età critica:

In questa fase evolutiva ci sono cambiamenti che provengono dall’interno (fisici, intellettivi, emotivi) e dall’esterno (rapporti con i compagni, con l’altro sesso, con la scuola, con la famiglia, con la società). Tutte queste trasformazioni richiedono atteggiamenti nuovi, un nuovo linguaggio, strategie e comportamenti diversi rispetto a quelli che si era soliti usare negli anni precedenti. Il cambiamento in sé comporta sempre un certo quantitativo di stress, che può rendere quest’età critica.

Compiti critici del ragazzo:
- Accettare le trasformazioni fisiologiche e la maturazione sessuale: la non accettazione del nuovo corpo e delle pulsioni che provengono da esso può portare a disturbi del comportamento alimentare o all’assunzione di sostanze stupefacenti.
- Darsi una nuova identità: il processo di individuazione e distacco dall’Io infantile richiede un lavoro psichico più facilmente realizzabile se si è sostenuti da precedenti esperienza di autonomia e dal confronto con figure adulte forti.
- Rendersi autonomi dai genitori sul piano emotivo: per prepararsi a entrare nel mondo degli adulti e costruire una propria vita amorosa e sessuale il giovane deve rendersi emotivamente indipendente dai genitori.
- Darsi una scala di valori e degli obiettivi: è importante che il giovane abbia degli obiettivi a breve e lungo termine, che trovi opportunità d’inserimento nelle società; chi non vi riesce corre il rischio di essere attratto da percorsi autodistruttivi.

l'importanza del gruppo:
Nell’adolescenza un’identità può fornirla il gruppo:coetanei che hanno esigenze, linguaggi, gusti e storie simili e che, unendosi, trovano la forza per fronteggiare lo strappo dall’identità infantile e prendere le distanze dai genitori. Molti adolescenti sentono l’esigenza di formare un "corpo collettivo" per trovare una collocazione nella società e sottrarsi all’influenza dei genitori. Secondo Hebert Bloch (autore di uno studio sulle aggregazioni giovanili), la banda assume il ruolo di un rito di passaggio, che però generalmente, non promuove il passaggio all’età adulta, essendo tipico di uno stile di vita ancora immaturo. La sociologa Maryse Esterle – Hedilbel vede invece nella banda giovanile un tentativo di prendere posto in un vuoto sociale ed educativo, "una ricerca di punti di riferimento in una società dove nulla di ciò che è stato privilegiato gli si confà". La società adolescenziale è anche il mezzo per tutta una fase d’età per farsi notare dagli adulti. Questo gruppo è determinato a farsi sentire anche con la violenza.

Una nuova età?
Questo fenomeno è legato a fattori socio – ambientali: oggi vi è una minore urgenza da parte dei giovani, di inserirsi nel mondo del lavoro, il corso degli studi è molto più lungo e sono diminuite le gravidanze e i matrimoni precoci.

Sessualità:
Il cervello umano può essere considerato come la sovrapposizione di 3 diversi cervelli: uno più antico già evidente nei vertebrati e nei mammiferi primitivi e uno molto più recente e complesso tipico dei primati e dell’uomo. Il cervello dei primi cordati è alla base di risposte quasi meccaniche che portano a un’eccitazione sessuale in rapporto a stimoli tattili, olfattivi o visivi. Al secondo livello, il cervello dei rettili regola gli effetti degli ormoni sessuali. Il terzo livello infine, ovvero la corteccia cerebrale, rappresenta il ruolo dell’apprendimento e dei condizionamenti sociali. Senza gli ormoni sessuali, che sono sotto il controllo del cervello << antico >>, la maturazione sessuale non si verifica e il desiderio sessuale decresce.

Ormoni maschili  androgeni, testosterone
Ormoni femminili  estrogeni, progesterone
Il loro ruolo è quello di sensibilizzare l’ipotalamo accrescendo la pulsione sessuale.

Identità:
Può essere definita come l’insieme delle rappresentazioni e dei sentimenti che una persona ha di se stessa, o come quella dimensione psichica che consente a un individuo di realizzarsi e di restare se stesso in relazione agli altri. I tratti costitutivi del senso di identità sono la capacità di trasformarsi pur rimanendo se stessi, il senso della propria unicità e diversità rispetto agli altri, la coerenza della rappresentazione che si ha di se stessi e che gli altri hanno di noi, la sensazione di valere e di essere socialmente riconosciuti.
Durante l’adolescenza il ragazzo abbandona l’identità infantile, caratterizzata dalla totale accettazione dei valori familiari, e si incammina gradualmente verso un tipo di identità più autonoma e auto centrata su un progetto personale. Secondo Erik Erikson questo processo avviene gradualmente. Inizialmente il ragazzo attraversa una fase di diffusione dell’identità, durante la quale, pur essendo stata rifiutata l’identità infantile, non vengono ancora esplorate nuove forme di identità. In seguito il giovane esplora identità diverse, senza però impegnarsi in scelte definitive; il senso di libertà e di ebbrezza che caratterizza questa fase contribuisce a spiegare il fenomeno delle adolescenze interminabili. Infine il giovane, ormai adulto, giunge a compiere scelte concrete e stabili, assumendo responsabilità importanti nei confronti di se stesso e degli altri.

Prima dell’età moderna l’identità di un individuo era rigidamente definita, fin dalla nascita e senza possibilità di trasformazioni, dalla posizione sociale della famiglia di origine e dal sesso. A partire dall’età moderna si diffonde l’idea che l’identità possa essere liberamente costruita e che ognuno sia responsabile delle proprie scelte. Con il passaggio a una società basata sul consumo, la definizione dell’identità individuale è diventata sempre più flessibile, ammettendo profonde ristrutturazioni nel corso della vita. Esiste il rischio che tale flessibilità si traduca nell’assenza di un progetto di vita coerente e in uno stile di vita frammentato.
L’identità è costruita poi per differenza quando si fonda su un’altra identità che, essendo diversa e in opposizione, fornisce la condizione per esistere.

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