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Intelligenza

L’intelligenza è la capacità innata, di funzioni conoscitive, di risolvere problemi. È la capacità di ragionare, apprendere, comprendere idee e linguaggio. Nello studio dell’intelligenza possiamo distinguere un approccio psicometrico che si basa sulla pratica dei test di misurazione dell’intelligenza, un approccio cognitivo che si occupa dei processi mentali alla base delle prestazioni e un approccio funzionale. Il principale test di misura dell’intelligenza è quello di Binet e Simon, condotto in Francia su dei ragazzi. Binet e Simon pensarono di stabilire attraverso il test il livello mentale. A ognuno attribuivano un’età mentale e guardavano se coincideva l’età cronologica, quindi avevano bisogno di costruire una scala di confronto somministrando il test a un campione di popolazione. La scala Binet-Simon si diffuse in America, Terman curò un adattamento, chiamato test Stanford-Binet. A Terman si deve l’introduzione del Quoziente Intellettivo esso è il rapporto tra età mentale e età cronologica moltiplicato x100.
Secondo Gardner esistono sei tipi di intelligenza, ognuna di esse è tipica di determinate persone.
* Linguistica: si manifesta con l’amore del linguaggio ed è tipica di poeti e scrittori;
* Musicale: consiste nell’abilità di eseguire e comporre musica;
* Spaziale:capacità di concepire forme ed oggetti nello spazio;
* Corporeo - cinestesica: è l’abilità di avere padronanza del corpo;
* Logico intellettuale:intelligenza ke riguarda il ragionamento deduttivo;
* Personale: per Gardner ha 2 componenti.
1. Intrapersonale: è quella la capacità di relazionarsi con gli altri e creare empatia; la interpersonale, riguarda la capacità di comprendere le proprie emozioni e di incanalarle in forme che siano accettati dalla società.
La teorie dell’intelligenza emotiva di Goleman mette l’accento sulle abilità legate al controllo e al buon uso delle emozioni. Il concetto di intelligenza emotiva è stata introdotta da Solovery Mayer. Solovery, Goleman e Mayer indicano 5 componenti dell’intelligenza emotiva:
2. Automotivazione, gestire le motivazioni favorisce la motivazione al successo perché consente di tollerare gli insuccessi e far fronte alla paura dell’insuccesso;
* conoscenza delle proprie emozioni e tenerle sottocontrollo aiuta a capire se stessi;
* controllo delle emozioni:capacità di controllare le emozioni favorisce la motivazione al successo;
* controllo interpersonale delle emozioni:aiutando gli altri si ottiene il successi nelle relazioni;
* riconoscimento delle emozioni altrui:riuscire a immaginare quello che provano gli altri è importante nelle relazioni sociali.

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