Hebb - Il cognitivismo

Il congnitivismo nasce dalla riflessione sulla scatola nera che media la relazione tra mondo che stimola e risposta. La mente diventa pensata in termini di sistema, ossia totalità organizzata che si rende autonoma rispetto al contesto, non più un riflesso del mondo esterno come sosteneva l’approccio fisicalista. Lo psichismo ha bensì carattere autoregolativo. Col cognitivismo si fa avanti l’idea di mente come elaboratore di informazioni, un sistema in cui scorrono le informazioni. Gli input vengono codificati. Il modo di rappresentare la mente è parallelo allo sviluppo dei primi computer → computer riceve input e grazie al suo software fa delle elaborazioni per poi emetter output. I cognitivisti non si interssano tanto dell’hardware, quanto più del software → qual è la logica di elaborazione dell’informazione. I sistemi cognitivisti sono delle simulazioni del modo di elaborazione dell’informazione non tanto delle basi fisiologiche sulle quali si basa questa elaborazione.

Hebb
Autore che fa propria l’istanza cognitivista ma è il primo che prova a simulare processi di elaborazione su base fisiologica. Egli sostiene che al principiio di una presentazione sensoriale si forma un circuito neuronale, che alla seconda esposizione si riattiva ma con più velocità in quanto l’oggetto era già stato conosciuto. Egli è il padre delle reti neurali e prova a dare spiegazioni di carattere fisiologico ai processi elaborativi di cui i cognitivisti parlano mettendo da parte la base materiale di tali processi. Il modello di Hebb non è in realtà attendibile ma è un primo tentativo di dare una spiegazione materiale e fisiologica dei processi elaborativi mentali.

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