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La scuola della Gestalt: forma e sfondo

Figura sfondo: La più importante legge gestaltica indica come condizione necessaria per la comprensione di una qualsiasi immagine la possibilità da parte del nostro sistema percettivo di distinguere le figure dallo sfondo. Lo sfondo ha una grande importanza infatti esso non scompare mai completamente dalla visione continuando a influenzare la percezione della figura. Figura e sfondo non possono mai essere letti contemporaneamente. Lo sfondo è quella parte dell’immagine che ci appare lontana e indefinita.


Configurazione: quando osserviamo un immagine il nostro sistema percettivo ne individua istintivamente la struttura che viene chiamata configurazione. Una legge fondamentale della Gestalt è quella della semplicità, secondo cui tra le molte soluzioni possibili la nostra mente sceglie sempre quella più logica, associando i segni presenti nel camp visivo nel modo più semplice possibile.


Le leggi della configurazione: principi di raggruppamento. Il principio della pregnanza della forma: la nostra mente tende a organizzare gli elementi di un’immagine in un insieme in più semplice possibile, che abbia cioè una forma significativa e pregnante (con evidenti caratteri di semplicità e ordine).
Realtà e illusione: esistono figure, immagini, capaci di disorientare il nostro sistema percettivo al punto da indurlo in errore, portando a vedere qualcosa che nella realtà non esiste o a commettere errori di valutazione. 1: illusioni ottiche: portano il sistema percettivo a una errata valutazione della realtà soprattutto per quanto riguarda la percezione delle grandezze e delle forme. 2:figure ambigue: sono quelle immagini che possono essere interpretate in due modi diversi dal nostro cervello. Questo continua a passare da un operazione all’altra dato che non c’è un ipotesi esatta. 3:oggetti impossibili: sono oggetti tridimensionali che vengono disegnati sul piano ma non possono essere realizzati tridimensionalmente dato che sono illogici.


Ritmo: per ritmo si intende la successione a intervalli regolari di uno o più elementi. Può essere: 1:uniforme: quando l’intervallo tra gi elementi è costante. 2:alternato: quando le figure si alternano in modo regolare a distanza diverse o forme diverse si ripetono regolarmente. 3:crescente o decrescente: quando la distanza tra gli elementi aumenta o diminuisce progressivamente. La composizione ritmica modulare prevede la ripetizione continua di un elemento detto modulo.


Dinamismo e movimento: un immagine statica può suggerire movimento perché il nostro occhio percepisce ogni immagine in modo dinamico. Le tensioni o linee di forza, ci permettono di percepire il dinamismo anche nelle realtà statiche, guidando lo sguardo dell’osservatore. In un immagine statica si cerca di produrre una sensazione di movimento attraverso una serie di fattori definiti indicatori di movimento: 1: obliquità: la percezione è legata a un’illusione prodotta dalle linee di forza oblique. 2:tensione delle forme allungate e appuntite: contribuiscono a determinare un idea di movimento, perché guidano l’occhio rapidamente da un punto all’altro dell’immagine. 3:asimmetria: accentua l’effetto di dinamismo. Il sistema più semplice per rappresentare il movimento di una figura consiste nel bloccare un istante dell’azione del soggetto. Il sistema più efficace invece è quello della sequenza stroboscopia di immagini, cioè lo scorrimento di esse una dietro l’altra (tipo film). Per rappresentare il dinamismo viene spesso utilizzata anche la scia, ossia la traccia della tensione percettiva prodotta dal movimento di un corpo. Questa tecnica è adottata anche nella fotografia.

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