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Le demenze: alterazioni delle funzioni cognitive; modificazioni della personalità

Decadimento della memoria e delle funzioni cognitive

• Memoria, nell’anziano demente è particolarmente compromesso il funzionamento della memoria a breve termine e per questo si parla di perdita globale della memoria recente mentre i ricordi che sono stati immagazzinati prima della malattia non vanno perduti e, anzi, riaffiorano spesso, in questo senso si parla di prevalenza della memoria remota. Andando avanti con la malattia dimentica nomi, istruzioni, conversazioni o eventi importanti della giornata. Nelle forme più gravi si perde anche la memoria remota;
• Orientamento spazio temporale, la perdita della memoria incide anche sulla capacità di orientamento spazio temporale e per questo motivo è molto frequente che l’anziano si perda anche in luoghi familiari;
• Pensiero, il soggetto incontra notevoli difficoltà ad affrontare compiti nuovi e andando avanti non riconosce più la funzione che hanno gli oggetti;

• Giudizio, l’incapacità di giudizio impedisce una valutazione corretta della situazione e di autocontrollo;
• Il linguaggio, è particolarmente compromesso. L’afasia è un disturbo nella comprensione o nella formulazione dei messaggi verbali. Nelle situazioni più gravi il soggetto può arrivare ad un’assoluta incapacità di articolazione della parola;
• Motricità, il soggetto non riesce più a coordinare. L’aprassia consiste nell’incapacità di eseguire movimenti finalizzati ad uno scopo anche se non vi sono segni di paralisi.

Modificazioni a livello della personalità

Le modificazioni della personalità sono quasi sempre presenti nella demenza. Si assiste ad un progressivo cambiamento delle caratteristiche tipiche della persona. Si assiste ad una accentuazione di certi aspetti, soprattutto negativi, del comportamento e questo perché le alterazioni neurologiche, conducono a deficit nell’autocontrollo, a scarsa capacità di contenere la manifestazione delle proprie emozioni e in particolare viene a mancare la capacità di inibire, bloccare, un comportamento. I comportamenti strani, possono essere contenuti se l’anziano si trova in un ambiente sufficientemente stabile e rassicurante. Può contribuire a rassicurare il demente imporre routines e abitudini ripetendo gli stessi atti quotidiani.
La persona affetta da demenza può presentare:
• Reazioni catastrofiche, è una reazione sproporzionata ad un insuccesso, ad un cambiamento o ad un evento;
• Labilità emotiva, piangere con facilità per un momento di tristezza o ridere per un nonnulla;
• Comportamenti sospettosi o accusatori;
• Ripetitività ossessiva di richieste;
• Ansia e depressione, si presentano come una reazione ad un senso di perdita per qualcosa di non ben specificato;

• Aggressività, può costituire un problema perché si rivolge contro le persone che si stanno occupando di lui;
• Allucinazione, si lamentano di vedere o udire qualcosa che obiettivamente non esiste.

La famiglia del demente

La famiglia rappresenta, il principale supporto assistenziale per il paziente demente, la cui gestione comporta un pesante carico. Per questo è opportuno capire le dinamiche che si instaurano all’interno della famiglia e cercare di fornire supporti al nucleo familiare.
In primo luogo la famiglia dovrebbe essere informata sulle caratteristiche della malattia e su come essa andrà evolvendo, sui sintomi che la caratterizzano e sugli adattamenti che impone alla famiglia. Alcune delle emozioni che più facilmente sperimentano le persone che si assumono questo incarico assistenziale sono:
• Depressione, rappresenta la risposta psicologica ad una sensazione di perdita rappresentata dall’idea della perdita di chi prima si aveva accanto;
• Rabbia, si può provare rabbia verso il familiare malato, sia verso sé stessi, sia nei confronti della situazione in generale;
• Imbarazzo, i familiari possono sentirsi in imbarazzo per alcuni comportamenti che il malato manifesta. L’imbarazzo si trasforma spesso in rabbia perché i familiari si sentono giudicati dagli altri;
• Solitudine, il malato ha un costante bisogno di assistenza. Il rischio è che i familiari che si prendono cura di lui allentino gradualmente i contatti sociali;
• Senso di colpa, molti si sentono in colpa per provare rabbia o imbarazzo nei confronti del familiare malato.
In questi casi è utile condividere i propri problemi con familiari ed amici e soprattutto con altre persone che hanno o stanno affrontando la medesima situazione.

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