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1 LO STUDIO DEI PROCESSI COGNITIVI

I processi cognitivi

I processi cognitivi comprendono tutti quegli atti o processi attraverso cui le persone conoscono il mondo esterno, nelle varie fasi della propria vita e nei differenti momenti di interazione con gli altri. I processi cognitivi dell'uomo sono: consapevolezza, intelligenza, percezione, intuizione, pensiero, memoria, attenzione, conoscenza, riconoscimento, abilità, comprensione: sono questi i processi cognitivi alla base del funzionamento della mente umana. L'attività cognitiva degli individui è legata all'attività decisionale e alla sfera emotiva.
Gli studi sui processi cognitivi sono tuttora in grande sviluppo: la conoscenza relativa alle nostre modalità di pensiero e di cognizione è ben lontana dall'essere completa. Per questo motivo si può dire che la psicologia cognitiva è una scienza ancora in divenire. All'interno degli studi sui processi cognitivi si possono individuare diversi orientamenti e filoni di ricerca. Di seguito illustriamo a grandi linee i due principali: comportamentismo e cognitivismo.

Associazione e comportamentismo

Una delle prime e più importanti teorie con le quali si è cercato di spiegare il funzionamento della nostra mente è quella che prende il nome di associazionismo. L'associazionismo, da cui si sviluppò il comportamentismo, grazie allo psicologo John B. Watson, considerava l'individuo come privo di conoscenze alla nascita, dotato cioè di una mente "vuota", le cui strutture si sarebbero costruite nell'interazione con l'ambiente esterno. Secondo i seguaci di tale impostazione, l'ambiente lascia nella mente dell'uomo la propria "impronta". Per i comportamentisti, oggetto della psicologia devono essere i comportamenti direttamente osservabili del soggetto, non i sentimenti o la conoscenza.
Il funzionamento della mente è improntato al meccanismo dello stimolo e la risposta.
Nella prima metà del Novecento, in particolar modo nel Nord America, alla fine degli anni Cinquanta, dall'avvento di una nuova prospettiva: il cognitivismo.

Il cognitivismo

Gli studiosi cognitivisti rivolgono il loro interesse al modo i cui la mente entra in relazione con l'ambiente esterno e lo interpreta, a come riceve ed elabora le informazioni, ai suoi processi creativi. Essi avevano iniziato a sospettare che non fosse più l'ambiente esterno, con i suoi stimoli, a determinare in modo univoco e automatico in nostro comportamento e le nostre reazioni, ma ritenevano che il comportamento fosse espressione, originale e spesso imprevedibile, dei processi cognitivi che avvengono all'interno della mente.

Nella seconda metà del Novecentol'evoluzione tecnologica e la comparsa dei primi elaboratori d'informazione influenzarono molto gli studiosi psicologi sui processi cognitivi.
Il concetto di informazione, o meglio di unità minima di informazione, divenne il metro di informazione della capacità di elaborazione dei calcolatori, denominati anche "macchine" e divenne un concetto fondamentale anche per lo studio della mente umana.

Elaborazione e trasmissione di informazioni

L'informazione è " ciò che ci viene trasmesso quando una persona oppure una macchina ci dicono qualcosa che non sapevamo in precedenza". Si tratta di qualcosa che riduce l'incertezza rispetto a una data situazione o contesto; con lo sviluppo del linguaggio informatico diventava fondamentale il concetto di capacità di trasmettere informazioni.

L'importanza del contesto

Tra gli studiosi cognitivisti va ricordato Ulric Neisser , psicologo contemporaneo statunitense, ma di origine tedesca, che ha studiato la mente come elaborare di informazioni. Secondo Neisser, la mente umana può essere paragonata a un computer: gli psicologi che studiano la mente devono comprendere il software con cui vengono "programmati" i processi cognitivi.

Egli si è accorto che, nel descrivere il processo di elaborazione delle informazioni da parte dell'individuo è necessario prendere in considerazione il contesto in cui l'elaborazione avviene. Nello studio della mente umana l'attenzione si sposta piuttosto sull'ambiente da cui proviene lo stimolo piuttosto sull'ambiente da cui proviene lo stimolo rappresento dall'informazione.

La mappa cognitiva

Al centro del modello esiste la mappa cognitiva, ovvero l'insieme delle conoscenze che abbiamo sul mondo, le nostre convinzioni e idee sulle cose, stereotipi, prototipi, immagini che consentano il nostro esperienza e che rappresentano in nostro modo di vedere la vita e il mondo. Tutti possediamo una mappa cognitiva o mentale, contenente "schemi" di riferimento che ci guidano nella nostra esplorazione e interazione continua con il mondo esterno.

L'elaborazione delle informazioni

Il processo di influenza fra mappa cognitiva e mondo esterno è comunque bidirezionale, nel senso che anche gli accadimenti, i fatti, le informazioni provenienti dall'ambiente esterno influenzano e condizionano la nostra mappa cognitiva.
Per Neisser l'elaborazione dell'informazione è un processo attivo, in cui l'individuo decide di prestare attenzione a determinati fattori e di ignorarne altri attraverso un processo di selezione attiva e consapevole.
Il processo di percezione, ossia quello di elaborazione dell'informazione e quindi di interazione con il mondo esterno, avviene non tramite il filtro o lo sbarramento delle informazioni irrilevanti, bensì tramite l'attenzione selettiva rivolta alle informazioni salienti per la nostra azione e funzionali al nostro scopo.

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