Ominide 50 punti

Approccio ecologico

Lo sviluppo di un bambino è influenzato dagli ambienti di sviluppo e dal complesso intreccio di fattori che influiscono su di esso.
L’approccio ecologico ci permette di cogliere lo sviluppo nella sua complessità.
Esso avviene all’interno di un ecosistema di cui l’individuo è parte integrante; a tal riguardo Bronfenbrenner, principale esponente della teoria ecologica, elabora un modello crono-sistemico, che tiene conto della dimensione temporale sia nell’individuo sia nei contesti, con attenzione anche alle più ampie modificazioni storico-sociali e ai problemi che riguardano il rapporto fra individuo e istituzioni.
Infatti, secondo lui l’individuo in fase di sviluppo non è visto come tabula rasa che l’ambiente plasma, ma come un’entità dinamica che cresce e si muove in una sua struttura, in interazione reciproca e bidimensionale con l’ambiente.
All’interno dell’ambiente ecologico Bronfenbrenner individua una serie ordinata di strutture concentriche incluse l’una nell’altra, definite come microsistema, mesosistema, esosistema e macrosistema, al cui interno il ruolo è l’insieme di attività e relazioni da parte delle persone inserite in un contesto sociale e da parte di altri nei confronti di tali persone. Lo sviluppo del bambino è facilitato, infatti, dall’interazione con soggetti che assumono diversi ruoli, perché il bambino interagisce con diversi ruoli, costruendo una nuova identità.
La famiglia continua ad essere il primo e il principale punto di riferimento per quanto riguarda la crescita del fanciullo.
Tutte le famiglie sono caratterizzate da un’atmosfera famigliare, un particolare clima psicologico dato dall’andamento generale.
Essa è l’esperienza diffusa che si fa in famiglia e si coglie nel tempo, tenendo presente quel che succede normalmente all’interno della famiglia, è quindi l’esperienza standard, facile da cogliere e da descrivere se ci si basa su determinati parametri, o criteri di riferimento.
Un aspetto importante dell’atmosfera familiare è costituito dalle modalità di controllo usate dai genitori per controllare i figli.
Il semplice fatto che ci sia un controllo da parte dei genitori comporta che siano presenti delle norme famigliari da rispettare, norme che possono essere sia implicite che esplicite.
Per assicurare che ci sia il rispetto di tali norme sono diversi i meccanismi che entrano in funzione, come dei momenti di verifica dell’osservanza e al fine di guidarli nelle idee e nei comportamenti viene adoperata anche un’influenza sociale. In questo caso si ricorre sia alla pressione socio-emotiva, basata su rinforzi, premi o punizioni, sia alle pressione informativa, basata sulla persuasione.
Queste norme sono legittimate da un disegno familiare, rivelato da un ordinamento famigliare.
Tali sistemi di controllo tengono conto di vari elementi che vanno ad incidere sullo sviluppo.
Secondo diversi studi, in una famiglia dove nelle regole è presente una certa chiarezza e coerenza i figli crescono meglio, anche i modi dolci risultano essere più efficaci rispetto a dei modi imperativi senza una conseguente spiegazione.
Un altro elemento importante è il grado di restrizione, cioè la limitazione della liberta posseduta dai figli, essa dipende dal numero e dai contenuti delle regole ed è legato al confronto sociale.
Anche il sospetto e la fiducia assumono grande importanza, pare che l’ideale sia possedere una fiducia di fondo, accompagnata da caute indagini.
Una giusta via di mezzo risulta ideale anche nel livello delle aspettative che i genitori nutrono nei riguardi dei figli; è importante non richiedere poco e motivarli nelle loro azioni ma anche non pretendere l’impossibile da loro.
Nei momenti in cui i figli vengono a trovarsi in situazioni di difficoltà, è opportuno aiutarli con discrezione, non fornendo suggerimenti specifici ma generici.
I genitori ricorrono abitualmente a rinforzi per premiare i figli. Spesso questi rinforzi risultano essere involontari, somministrati senza accorgersene. Le punizioni, invece, in linea di massima sono controproducenti e possono rivelarsi efficaci solo se simboliche, ma restano comunque sconsigliabili.
Anche per quanto riguarda i discorsi persuasivi, se moderati risultano benefici, perché producono un coinvolgimento simbolico che si sentono considerati per la loro intelligenza.
Importante è anche la concentrazione del potere; secondo delle ricerche empiriche il controllo può essere variamente distribuito, l’ideale sono le famiglie in cui il potere viene usato in ragione delle esigenze e delle responsabilità che ha.
Un altro fondamentale parametro che ci permette di cogliere l’atmosfera familiare è il tono affettivo. Esso può essere caldo, se c’è affetto, o freddo, se prevale il distacco, o addirittura ostile, quando i figli non si sentono ben accetti e a proprio agio; questa valutazione è effettuata in base a scale di accettazione-rifiuto, che considerano quanto un figlio è accettato o meno all’interno della famiglia.
Molto importante all’interno di una famiglia è il rispetto reciproco, per questo occorre un clima diffuso di rispetto interpersonale.
La comunicazione assume importanza fin dai primi momenti. Soprattutto quando i figli sono piccoli, è importante la quantità di comunicazione, che permette al bambino di sviluppare anche il linguaggio, e la qualità della comunicazione.
Nella seconda metà del Novecento si è insistito molto sulla coerenza dei messaggi, cercando di evitare comunicazione contraddittorie.
I vincoli paradossali che le persone creano con comunicazioni incoerenti indicano la nozione di doppio legame; e i segnali contrastanti sono utili fonti di informazioni supplementari. L’incoerenza trasmessa dai messaggi dati ha valore funzionale. Un altro aspetto è molto studiato all’interno della comunicazione in famiglia ed è l’apertura al dialogo che risulta essere fondamentale in proiezione allo sviluppo del soggetto.
Un’ulteriore parametro per la descrizione dell’atmosfera famigliare è presente nello studio delle interazioni e delle relazioni. Con i figli più piccoli risulta importante avere interazione coordinate, in cui è possibile muoversi in maniera ordinata, tenendo sotto controllo i ari comportamenti. È essenziale possedere con loro delle relazioni profonde e una serena evoluzione delle relazioni.
Infine, anche lo stile genitoriale assume importanza. A riguardo sono stati distinti tre modelli di autorità dei genitori di corrente riscontro. Sono presenti genitori autoritari che controllano molto, si aspettano molto dalla prole ma comunicano poco e tendono a non proteggerli. Al contrario nei genitori permissivi prevale la protezione, le aspettative sono basse e anche il controllo è minimo. I genitori autorevoli, invece, si mantengono a livelli alti in tutti i parametri. I genitori indifferenti sono coloro che non sentendosi coinvolti nella vita dei figli li trascurano.

Registrati via email