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L'anziano e il rapporto con la società

Indici di riferimento all’età anziana:
- accesso alla pensione;
- momento in cui si verifica il decadimento psicofisico;
- percezione relativa al sentirsi anziani; -autoprecezione della qualità della vita; -modificazioni nello stato civile e nella famiglia.
Un numero crescente di anziani richiede nuovi interventi legislativi e assistenziali.

Cambiamenti fisici
- apparato sensoriale: vista, udito, gusto e olfatto.
- apparato cardiovascolare e respiratorio: diminuzione portata cardiaca e diminuzione dell’ossigenazione.
- sistema muscolo scheletrico: osteoartrosi e osteoporosi, diminuzione masse muscolari.

Sistema nervoso
Si verificano alterazioni dell'efficienza corporea, motricità, comportamento e pensiero.
Meno neuroni, perdita densità dendritica, diminuzione dei tempi di reazione.

La geriatria studia cure per malattie tipiche dell’anzianità.
La gerontologia è lo studio dei fenomeni biologici, somatici, psicologici e sociali dell’anzianità.
La geragogia è l'insieme di insegnamenti che dovrebbero portare ad una vecchiaia vitale e attiva.

Cambiamenti cognitivi
Attenzione: difficoltà in attenzione distribuita.
Percezione: difficoltà nell’attivazione contemporanea degli organi di senso.
Memoria: difficoltà nel recupero delle informazioni recenti.
Pensiero e intelligenza: calo a partire dai 30 anni.
Affettività e personalità - questa capacità diminuisce negli anziani per abitudine e per una maggiore capacità di rappresentazione simbolica degli eventi.
Teoria del disimpegno: l'anziano restringe il proprio spazio vitale (rapporti, relazioni sociali, ruoli…); individualismo; pensionamento o vedovanza visti come “permesso” della società a disinteressarsi rispetto ai ruoli e alle aspettativa sociali.
Personalità e tendenza centripeta: tendenza a rivolgersi verso l’interno, a se stessi.
Problemi legati all'affettività: colma le insicurezze con attaccamento esclusivo a familiari, all'abitazione, ecc…; troppa dipendenza affidando ad altri il superamento delle proprie difficoltà. Si ha la tendenza a risolvere la solitudine con nuovo rapporto di coppia. Si dà più attenzione alle parti del corpo malate che a quelle sane e lo usa come elemento al quale far dipendere tutte le attività svolte. Le alterazioni di vista e udito possono compromettere anche il campo affettivo.

Cambiamenti sociali
Stereotipi e pregiudizi incidono sulle possibilità di ricercare una nuova identità, si adeguerà all’immagine che gli altri hanno di lui.
Fattori che incidono sul livello di soddisfazione personale: reddito, stato coniugale, salute, personalità, relazioni sociali, religione e storia personale.

Malattia
Valutazione multidimensionale (biologica, psicologica e socio - ambientale).
Misura stato di salute funzionale:
BADL – compiere attività quotidiane connesse alla cura della persona;
IADL – attivare e compiere attività essenziali per l’indipendenza (tecnologie al di fuori dell’ambito domestico);
AADL – intraprendere attività sociali o fisiche che non sono indispensabili per una vita autonoma.
Prevenzione: sul singolo per prevenire disabilità, sulla vita del soggetto o volti a ridurre i fattori di rischio che ai quali la società è esposta.
Grado di autosufficienza è correlato al grado di povertà e alla riduzione del nucleo familiare.
Le demenze insorgono in età adulta o senile, in soggetti precedentemente sani a livello cognitivo e comportamentale. Le demenze primarie sono dovute ad una degenerazione del tessuto cerebrale, le demenze vascolari sono dovute da lesioni ischemiche che hanno portato ad un decadimento del tessuto cerebrale. I sintomi sono: decadimento della memoria e funzioni cognitive (memoria, orientamento spazio-temporale, pensiero, giudizio, linguaggio, motricità), alterazioni del comportamento e nelle normali attività quotidiane (badl, iadl), modificazioni a livello della personalità (accentuazione di aspetti negativi, deficit autocontrollo, mancata capacità di inibizione di un comportamento).

La famiglia della persona con demenza può avere diverse reazioni come la depressione, la rabbia, l'imbarazzo, la solitudine e il senso di colpa.
La confusione mentale è sempre presente in caso di demenza. Consiste in un'alterazione globale delle facoltà cognitive, fluttuazioni della coscienza, alterazioni psicomotorie e inversione del ciclo sonno - veglia.
Morbo di Parkinson: intacca i neuroni dopaminergici (50 e 70 anni). Malattia neurologica imputabile a squilibri dei neurotrasmettitori. I sintomi sono: rigidità, bradicinesia, tremori a riposo, alterazioni posturali. Non bisogna considerare la persona con il morbo di Parkinson totalmente disabile, anzi, bisogna incoraggiarla ad effettuare delle attività quotidiane. C'è il bisogno psicologico di elaborare la malattia, ruolo e supporto sociale.
Malato terminale: è una persona che non ha possibilità di guarigione. Il ruolo dell’operatore è quello di far sentire la propria presenza, ascoltare, evitare di interferire proponendo soluzioni o consigli, proporre stimoli utili all’autoriflessione, non lasciarsi coinvolgere e mantenere una certa distanza emotiva.
Il paziente attraversa cinque fasi: rifiuto, collera, contrattazione, depressione, accettazione.

Disturbi psichiatrici
Ansia: stato di allerta o eccessiva preoccupazione riferibile a qualcuno o a qualcosa. E' patologica quando è sproporzionata rispetto alla situazione. E' fonte di notevoli sofferenze soggettiva, persiste nel tempo, ha sintomi così gravi da compromettere le prestazioni lavorative e le relazioni sociali.

Depressione: disturbo del tono dell’umore. Quando esso è marcatamente “verso il basso” diventa patologia. Sintomi fisici: disturbi del sonno, scarso o troppo appetito, mancanza di energia e eccessivo affaticamento. Sono sintomi patologici la perdita di interesse per le attività quotidiane, incapacità di provare piacere, scarsa stima di sé, svalutazione e sensi di colpa, difficoltà di concentrazione, mancanza di volontà, apatia, tendenza ad isolarsi, pensieri di morte e tentativi di suicidio nei casi più gravi. Sono fattori di rischio le precedenti forme di depressione, eventi che inducono un senso di perdita, situazioni che riducono l’autostima, stress psicofisico, carenza di stimoli sociali, assunzione di farmaci che hanno come effetti collaterali cambiamenti d’umore.

Indicazioni di lavoro
Prevenzione primaria: prevenire eventi morbosi.
Prevenzione secondaria: eventi per far si che l’evento morboso non dia esiti invalidanti e per ridurne il livello di gravità.
Prevenzione terziaria: correggere esiti negativi di eventi morbosi.
Assistenza domiciliare: mantenere il domicilio del paziente, sostenere i familiari, ridurre i costi sociali dati dall’istituzionalizzazione.
Assistenza domiciliare integrata: quando compaiono bisogni relativi alla cura di patologie croniche o terminali.

Ospedalizzazione a domicilio: mantiene al domicilio i pazienti che hanno bisogno di interventi di cura ma per i quali non si ritiene opportuno continuare il ricovero.
Day hospital geriatrico: forma di ricovero limitato ad un giorno o porzioni di giornata. Interviene sulle determinanti cognitive, somatiche, psicologiche che sono considerate cause di una ridotta autosufficienza.
Centro diurno per anziani: favorire la permanenza al proprio domicilio, costruire o mantenere relazioni, mantenere la capacità di autonomia della persona.
Strutture residenziali: sono dolorose perché cambia l’ambiente, cambiano le relazioni e mancano dei punti di riferimento. C'è una limitazione della privacy, limitazione dell’autonomia, limitazione della comunicazione, limitazione della mobilizzazione. Queste difficoltà dipendono dall’interazione che si crea tra la situazione personale del soggetto e le caratteristiche specifiche della struttura.
Case albergo: utenza anziana autosufficiente ma che desidera avere un supporto assistenziale in caso di bisogno.
Case di riposo: bisogni di assistenza continua. Obiettivi: conservare le residue capacità di autonomia e promuovere lo sviluppo di capacità residue, contrastare il processo di decadimento psicofisico.
Residenze sanitarie assistenziali: strutture per soggetti che richiedono interventi terapeutici, riabilitativi e di mantenimento non erogabili a domicilio e non propri dell’ospedale. Il loro obiettivo è di ridurre le compromissioni funzionali riportate.
Residenze protette o residenze protette per non autosufficenti: strutture per persone in situazioni di accentuata non autosufficienza, con gravi deficit soprattutto di tipo psichico che necessitano di un elevato carico assistenziale e di un ambiente protetto.

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