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Adolescenza e problemi adolescenziali

L’ età della pre- adolescenza e dell’ adolescenza sono come un puzzle in cui ogni pezzo è una tappa del cammino da percorrere. Esse sono un periodo di transizione, decisivo per la maturazione e la crescita umana e culturale della persona, in quanto fa acquisire le competenze e i requisiti necessari per assumere le responsabilità di un adulto.
La preadolescenza copre un arco di tempo che va dai 10/11 anni fino ai 14/15 mentre l’ adolescenza vera e propria dai 14/15 fino ai 18/19 anni, durante le quali entrano in gioco ed interagiscono fra loro fattori di natura biologica, psicologica e sociale.
Nell'adolescenza i ragazzi rafforzano ed estendono le proprie relazioni con i loro coetanei con i quali condividono gli stessi problemi (a scuola, nello sport, nel tempo libero), così che tali relazioni diventano più frequenti, intense e significative.

Nella società di oggi l’ età adolescenziale si vive diversamente rispetto ad alcuni decenni fa. I ragazzi, infatti, sono continuamente a contatto con mass-media (come i cellulari, la televisione e internet) con cui spesso si esprimono con gli amici perdendo il vero valore della comunicazione.
Al giorno d’ oggi anche il clima famigliare è profondamente mutato. I genitori, certe volte, hanno paura di rimproverare o richiamare al dovere il proprio figlio, temono un crisi violenta, una ribellione, una fuga da casa o un gesto inconsulto.
Questa è la causa della diffusione dell’ idea che i genitori devono essere “amici” dei figli. Il genitore, in questo caso, perde quel ruolo di guida e punto di riferimento mettendosi allo stesso livello del figlio.
Il genitore, invece, deve essere una persona autorevole, pronto all’ ascolto ed alla comprensione ma anche deciso nel punire con equilibrio quando ciò può servire a fronteggiare pericolo di sbandamento.
Conta più un solo minuto di ascolto partecipe che un bel regalo costoso. L’ ascolto è importante anche perché, soprattutto a quest’ età, i ragazzi preferiscono comunicare con gli amici e non tanto con i genitori con i quali, purtroppo, si sentono a disagio.
Ma gli amici non possono fungere da bussola anzi spesso sono la causa che porta ad assumere cattivi comportamenti che fanno perdere la giusta via.
Molti giovani, infatti, frequentando i gruppi di amici “sbagliati” cadendo in brutti inganni e illusioni come quelli della droga.
Molti credono che la droga sia il divertimento di una serata con gli amici, ma una volta entrati in questo buio tunnel e difficile trovare la via d’ uscita.
Scientificamente con il termine droga o “stupefacente” si intendono tutte quelle sostanze, naturali e artificiali, in grado di modificare il funzionamento del sistema nervoso, alterando le sensazioni, l’ equilibrio e la personalità dell'individuo e arrecando danni irreversibili all'organismo. Le droghe si suddividono in:
- Stimolanti: Anfetamine, cocaina e crack
- Depressive: Barbiturici, oppio, morfina ed eroina
- Allucinogene: Marijuana, hashish e LSD
Le droghe possono essere prodotte in laboratori speciali (come le anfetamine e i barbiturici) o possono essere derivanti da alcuni tipi di piante (cocaina, crack, oppio, morfina, eroina, marijuana, hashish e LSD).
All’assunzione della droga sono legati due gravi fenomeni: la dipendenza (quando non si riesce a fare a meno di uso di droghe, sia psicologicamente che fisicamente).
A causa della mancanza di droga, si entra in crisi di astinenza di cui il corpo ne risente pesantemente. E poi troviamo l’ assuefazione (quando si usano quantità sempre maggiori di droghe che possono provocare la morte per overdose).
La droga è come un incubo da cui non ci si può più risvegliare. Per i giovani, ma non solo, drogarsi significa privarsi delle responsabilità e dei problemi del lavoro, della scuola e del rapporto famigliare.
È la scelta di distruggere se stessi; una scelta a cui si viene obbligati perché la droga comanda il corpo diventando l’ unico motivo per cui alzarsi la mattina.
Ma anche una specie di silenziosa rivolta verso la società, i genitori, la scuola.
Le ragioni per cui un ragazzo inizia a drogarsi, non sono da attribuire solo al gruppo di amici, certe volte dipende anche dalla famiglia e dalla sensibilità della persona. Sono nati interi libri che analizzano questo problema.
In ogni caso la droga agisce nel nostro cervello distruggendo i neuroni, delle cellule che una volta annientate non si riproducono più.
Un altro problema legato all’adolescenza è il disordine alimentare, che provoca quelle gravi malattie che sono conosciute come anoressia e bulimia. Nell’ultimo ventennio i disordini alimentari sono diventati una vera e propria emergenza di salute mentale tanto da essere la prima causa di morte per malattia mentale nei paesi occidentali e colpiscono indistintamente persone di tutti gli strati sociali, etnie, età, sesso anche se solitamente sono più comuni in giovani donne tra i 15 e i 25 anni. Le cause dei disordini alimentari sono da ricercare all’ interno dell’ambiente famigliare e sociale in cui vive l’ individuo. Nel caso dell’anoressia molte ragazze cercano di dimagrire eccessivamente per imitare modelle a loro volta anoressiche.
Una persona diventa anoressica quando scende sotto l’ 85% del peso normale per la propria età, altezza e per il proprio peso.
L’ anoressia è conseguente al rifiuto del cibo, determinato da un intensa paura di acquistare peso o diventare grassi, anche quando si è sottopeso.
Alcune volte però capita che in certi casi l’ individuo anoressico abbia delle reazioni di bulimia in cui inizia a ingerire grandi quantità di cibo ma poi si sente in colpa e ritorna il terrore dell’ingrassamento. Così si auto-punisce vomitando, ingerendo pillole diuretiche e lassativi con l’ intento di dimagrire.
La bulimia è invece una malattia in cui l’ individuo si abbuffa in modo molto diverso da quello che avviene quando normalmente si mangia troppo e in un breve arco di tempo e di nascosto dagli altri. Gli effetti dei disordini alimentari sono molto pesanti, sia fisicamente che psicologicamente
Dal punto fisico comportano ulcere intestinali, disidratazione e danni all’apparato digerente, problemi cardiaci, al fegato, difficoltà di concentrazione e memorizzazione, frequenti fratture alle ossa e blocco della crescita.
Le ripercussioni psicologiche, invece, comportano depressione e basso livello di autostima, difficoltà a mantenere relazioni sociali e famigliari, ossessiva attenzione al contenuto calorico dei cibi e alla forma del proprio corpo.

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