Adler - psicologia del profondo

È rimasto più vicino a Freud. Esprime il principio di piacere che chiama volontà di potenza e chiama il principio di realtà principio sociale – ossia la propensione a interessarsi alla comunità e la tendenza a trovare il proprio posto in essa. L’equilirio tra queste due istanze rappresenta la salute mentale, mentre una loro disarmonia genera nevrosi. La volontà di potenza è l’istanza di autoaffermazione che noi percepiamo come limite → quando vogliamo affermarci facciamo esperienza della nostra limitatezza: non è un principio onnipotente come in Freud. Come superare questo conflitto? La contraddizione è dentro alla stessa volontà di essere potente di un individuo impotente di per sé. Per questo secondo Adler il mondo nel suo aspetto sociale è il principio di guarigione della ferita nell’orgoglio sentendo in sé il conflitto tra la volontà di potenza e la propria impotenza. La società serve a far realizzare l’uomo oltre quei limiti che egli esperisce a livello fisico. Egli trasmette le idee psicanalitiche su un piano sociale → i fenomeni dimanici all’interno dell’individuo vengono allargate tenendo conto di altri fattori che rendono più completo lo schema Freudiano.

La psicologia dinamica è paradossalmente nomotetica → Freud era interessato a costruire una vera e propria antropologia.

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