Invalsi, via alle misure anti - copioni

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

intervista Roberto Ricci, misure anti copioni e numero di chi copia in calo

Tra qualche giorno migliaia di ragazzi dovranno affrontare la tanto temuta e criticata prova Invalsi. Brutte notizie per chi avesse intenzione di prenderla un po’ alla leggera. Infatti, quest’anno sarà davvero dura copiare. Ma quanti sono davvero i copioni? A rivelarlo è proprio Roberto Ricci, Responsabile Nazionale Invalsi, in un’intervista rilasciata a Skuola.net.

PUGLIA E CAMPANIA, QUI VIVE IL POPOLO DEI COPIONI - Insomma, per chi fino ad oggi ha vissuto di bigliettini e suggerimenti dei compagni di classe, sarà davvero dura. Infatti, l’Invalsi ha messo a punto un sistema di analisi dati che, tra le altre cose, permette di capire se in una classe si sono verificate irregolarità rilevanti tali da falsare il risultato della prova. “Non è che copiare una domanda sia la stessa cosa che farlo per l’intera prova – precisa Roberto Ricci – i fenomeni di irregolarità rilevanti sono inferiori al 10% dei casi”. Con alcune precise connotazioni territoriali, infatti “Puglia e Campania, pur non essendo le sole, sono le regioni in cui si presentano maggiormente questi problemi e sulle quali abbiamo comunque rilevato un calo rispetto al passato”.

AL NORD STUDENTI MENO COPIONI - Tuttavia “Non bisogna fare di ogni erba un fascio, non tutte le regioni del Mezzogiorno hanno di questi problemi – sottolinea Ricci - in Sardegna e Basilicata, ad esempio, la rilevanza è stata del tutto trascurabile e pari a quanto riscontrato nelle regioni tradizionalmente più virtuose del Nord-Est”. Inoltre, di anno in anno, le classi che si sono distinte per questi meriti, vengono segnalate dall’Istituto alle scuole di appartenenza, così da poter intervenire sul senso civico dei ragazzi.

QUESTIONARIO DELLO STUDENTE: NON È OBBLIGATORIO – Parole con effetto tranquillizzante arrivano a calmare gli animi relativamente al tanto contestato Questionario dello Studente, accusato di minacciare la privacy ponendo domande personali che servono a comprendere la condizione socio-culturale della famiglia di appartenenza. Infatti, Ricci sottolinea che “Il Questionario è realizzato basandosi sulle indicazioni della legge sulla Privacy, inoltre l’Istituto le conserva questi dati in maniera anonima. Se proprio uno studente ritiene di non dover dare una risposta, può tranquillamente non fornirla”. Per maggiore trasparenza, l’Invalsi ha già pubblicato sul proprio sito il testo del Questionario dello Studente che verrà proposto agli studenti: rispetto allo scorso anno quest’anno i ragazzi avranno meno domande da affrontare.


SE IL PROF METTE IL VOTO?
- Sui professori che utilizzano la Prova, che appunto dovrebbe essere anonima, per dare agli studenti una valutazione in Italiano o Matematica come se fosse un compito in classe, Ricci dichiara: “Noi non ne consigliamo l’utilizzo per questi fini, tuttavia non ci sentiamo di condannarli perché probabilmente questo serve a spronare gli studenti alla serietà nello svolgimento”. E su questo forse gli studenti dovrebbero recitare il mea culpa. Infatti, ormai tutti sanno che lo scorso anno, senza la pressione di dover essere valutati, molti di loro si sono divertiti a pubblicare sui social network le immagini dei loro svolgimenti, corredati da meme e battute ironiche.

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