Eliminato 2152 punti

Il concetto di violenza tra giovani e bambini

È stata condotta un’indagine (1986-1986), ed è stato chiesto a 4718 giovani europei quali fossero le parole più vicine e più lontane al concetto di non violenza. Ne è emerso che le parole più vicine sono state: pace, tolleranza, rispetto; quelle più lontane: rivoluzione, ribellione, potere.
Si è inoltre notato che queste parole coincidono o si avvicinano molto al concetto di pace, per il quale, secondo l’indagine, si è notato che le parole più vicino a questo concetto sono state: non violenza, libertà, riconciliazione, tolleranza, uguaglianza; mentre all’estremo opposto si trovano le parole: colonialismo, capitalismo.
Come intervenire per risolvere questo fenomeno di violenza che ormai coinvolge tutti? È necessario cambiare i rapporti interpersonali, rendere le Istituzioni più credibili, rendere le persone responsabili, motivate e consapevoli. È importante seguire dei validi modelli che facciano da esempio per la ricostruzione di una società che sia fatta di giustizia, equilibrio e sviluppo della persona.

La scuola deve educare a vivere insieme, a confrontarsi, a dialogare, a fare dibattiti, a fare esperienze di collaborazione, amicizia, fratellanza; la scuola è il luogo in cui si deve crescere insieme. La scuola, ma gli insegnanti in particolare, devono far capire gli alunni quale davvero sia il concetto di violenza, perché molto spesso il messaggio non è esplicito, ma agisce a livello psicologico. E' possibile fare uso di alcune piste, cioè lavori da prendere da esempio per far capire meglio agli alunni il significato di violenza e della sua presenza. Una pista interessante è denominata 'la violenza nelle immagini dei giornali e delle riviste'. Il lavoro si svolge rilevando quantitativamente e qualitativamente la presenza di immagini di violenza in giornali e riviste. Trovo interessante questo percorso perché i bambini focalizzano il loro pensiero innanzitutto sulle immagini; sapendo ciò è importante far capire loro quale sia il vero significato di quel che vedono, evitando di cadere nell’abitudinarismo, data la frequenza con cui si osservano e sentono quotidianamente atti di violenza. Alla fine
della raccolta delle immagini l’insegnante chiederà cosa hanno provato emotivamente e cosa hanno pensato osservando le immagini di violenza. Il docente metterà in evidenza l’importanza della non indifferenza davanti a tali immagini.

Registrati via email