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Valori perenni dell'umanesimo classico

L'ideale principale è quello di integralità dell’uomo.
In un mondo così complesso fa si che l’uomo mantenga il suo equilibrio e lo riesca a controllare. La preoccupazione dominante in questo periodo era quella della moralità. Il pedagogo esercitava nella formazione del fanciullo una funzione più importante di quella del maestro.
Ai nostri tempi il fattore decisivo dell’educazione è la scuola; tra i greci era l’ambiente sociale in cui il fanciullo cresce:famiglia, servitù, amici.
L’elemento affettivo, se non passionale, ha una funzione considerevole.
La pedagogia classica si interessa dell’uomo in sé.
È dagli antichi che ci viene la nozione tradizionale di cultura generale.
L’educazione classica cerca di sviluppare tutte le virtù dell’essere umano e così lo rende capace di compiere nel miglior modo il compito che la vita, le esigenze sociali o la sua libera vocazione esigeranno in seguito da lui.
Il prodotto ideale di tale educazione è in qualche modo un tessuto umano indifferenziato, ma di altissima qualità intrinseca, pronto ad ubbidire a tutte le ingiunzioni dello spirito o della congiuntura.
Gli antichi hanno avuto una chiara coscienza di questa indeterminazione feconda: la nostra mente può essere, quindi, educata attraverso le strutture fondamentali.
In epicuro l’ontologia e la gnoseologia vengono elaborate con molta cura non solo per esigenze di sistema, ma soprattutto in funzione dell’etica.
L’uomo può bastare a se stesso nella realizzazione di una vita felice perché il bene consiste nel piacere, e questo è alla portata di tutti, purché lo si intenda correttamente come assenza di dolore per il corpo (aponia) e come assenza di turbamenti per l’anima(atarassia).
Aponia e atarassia richiedono impegno etico, e dunque una vita diretta dalla ragione.

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