jeimo di jeimo
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Quadri storici pedagogici

Romanticismo:
Educazione improntata verso il concetto di "Bildung" (Formazione) inteso in senso di sviluppo spirituale ed educativo.
Educa tutto ciò che è bello, è importante la spontaneità, il gioco, la creatività e il contatto con la natura.

Risorgimento:
Nel periodo del risorgimento iniziò a diffondersi l'idea di un'educazione rivolta a tutti (grazie alla Legge Casati). Nonostante questo, purtroppo, il divario fra Italia del Nord e Italia del Sud era ancora vasto e ben visibile. La scuola spesso veniva concepita come un ostacolo nel Sud poiché allontanava i ragazzi dal lavoro.

Positivismo:
In questo periodo vi è una correlazione con l'Illuminismo: sapere scientifico, fede nell'uomo e nella scienza.
Il sapere era organizzato come un' enciclopedia e vi era una correlazione fra filosofia e scienza.

Periodo psicanalitico:
Nei primi 10 anni del 1900, con la scoperta della Psicoanalisi e perciò della presenza dell'inconscio, l'uomo fu posto al centro della ricerca ma poiché "l'uomo è figlio del bambino", come affermava Freud, soprattutto il bambino era al centro della ricerca e i pedagogisti e gli scienziati ne studiavano le dinamiche.

Puerocentrismo:
Già dalla seconda metà del 1800 si era diffuso però il cosiddetto "Puerocentrismo": in Italia nacquero le prime "scuole attive" , inizialmente finanziate dall'alta borghesia, che mantennero al centro degli studi il bambino. Il processo educativo non avveniva più in maniera passiva ma bensì grazie ad un processo di autoeducazione con l'insegnante che ha un ruolo marginale, svolge infatti la funzione di aiuto e guida.

Fascismo:
Con la riforma Gentile (1922)si assegnò alla scuola pubblica un ruolo nuovo, quello di controllo sull'istruzione per educare il carattere del "nuovi fascisti". Il potere dei presidi divenne maggiore, fu istituito un esame di stato e l'obbligo scolastico fino a 14 anni.

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