Ominide 50 punti

L’educazione secondo platone

Platone basa l’edificio del suo sistema educativo sulla ricerca della verità e del bene. L’uomo di stato deve possedere la scienza vera (epistème) che si consegue attraverso la ricerca razionale. Lo stato nel fare nascere i bambini faceva accoppiare una donna e un uomo per creare esseri di una stessa specie e sempre migliore. Una volta nati questi bambini venivano tolti dalla famiglia e i genitori non potevano e non dovevano riconoscerli, così venivano affidati a dei “genitori” adottivi che si prendevano cura di questi bambini facendoli crescere, giocare, studiare tutti insieme. L’educazione elementare inizia a 7 anni, sia per i maschi che per le femmine, che frequentano corsi separati. Loro studiavano la matematica volta alla stimolazione della capacità di logica e di memoria. La ginnastica per addestrare fin da piccoli i giovani che un giorno diventeranno guerrieri e la musica che in caso di guerra li accompagnava; tutto questo fino ai 18 anni. Per Platone, tutte queste materie insieme alla geometria, astronomia e aritmetica hanno il compito, di selezionare gli studenti migliori, quelli che saranno avviati a studiare filosofia per governare la città. Superata la maggiore età il giovane viene avviato al servizio militare per due anni. Dopo questi due anni studieranno la scienza, per altri ben 10 anni. Solo a 30 anni potranno dedicarsi allo studio della filosofia e alla dialettica che consiste nella capacità di cogliere con l’intelletto la verità dell’essere. Dai 35 ai 40 anni i filosofi partecipano attivamente alla vita politica e una volta superati i 50 potranno dedicarsi a governare la città. Tutto ciò è un ideale impegnativo, aristocratico e utopico. D’altronde la stessa polis dei greci era molto diversa dalla società odierna sia per un numero di abitanti ridotti che alla semplicità delle condizioni di vita. Platone ha gran cura di mostrare come sia necessario che le classi superiori siano tenute lontano dal mondo degli affari, della produzione e degli scambi. I filosofi (ed anche i guardiani) non potranno perciò avere beni in proprietà privata, ma lo Stato stesso provvederà a tutte le loro necessità. Persino gli affetti privati sono visti con sospetto. Coloro che appartengono a queste classi non potranno formarsi una famiglia ed avere relazioni affettive e sessuali esclusive. Platone auspica un regime di comunanza delle donne e dei bambini. Non si tratta però affatto di licenza sessuale o di ridurre le donne ad oggetto: le donne sono anzi uguali agli uomini e partecipano alla vita dello Stato su un piano di parità

Registrati via email