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Locke, John: "I pensieri dell'educazione"

I Pensieri sull’Educazione, opera pedagogica di Locke, è una raccolta di 217 di Pensieri, frutto di una lunga riflessione sull’esperienza, sui caratteri e sui limiti della conoscenza, sulle facoltà e possibilità dell’uomo, il tutto in forma epistolare. Il testo contiene una serie di proposte orientate alla formazione dei membri della classe dirigente, la quale deve guidare le sorti dell’Inghilterra. La classe in questione è quella aristocratica, ovvero quella dei gentleman. Il gentleman è il membro della nuova aristocrazia, capace di coniugare la propria tradizione nobiliare con l’inserimento nella vita produttiva e nella gestione economica. Per i poveri ci sono le Working Schools, le quali, aperte per porre fine al problema del vagabondaggio, mettono insieme al lavoro la presenza obbligatoria in chiesa tutte le domeniche, offrendo ai ragazzi vitto e alloggio.
L’educazione dei gentleman avviene all’interno della famiglia, sotto la guida del padre e di un precettore privato, il quale si dedicherà prima alla formazione del carattere del suo unico allievo e poi all’istruzione. L’educazione sarà così individualizzata, il precettore sarà maestro di virtù, di autocontrollo e di capacità direttiva. Un buon precettore è un uomo che ha visitato e conosciuti luoghi e ambienti sociali diversi; è un uomo saggio e colto, capace di comprendere psicologicamente il suo alunno osservandolo, in modo da poter adeguare l’educazione alle sue caratteristiche individuali. È centrale il rapporto individualizzato fra l’allievo e il docente. L’educatore riveste la legge cui l’allievo deve imparare a sottostare la sua volontà, per, in un futuro, saper obbedire autonomamente alla leggi della propria società e della propria coscienza. Il maestro deve quindi comandare l’alunno per guidarlo alla libertà, ma soprattutto deve saper risvegliare nello studente, attraverso il dialogo, la razionalità e la capacità di autovalutazioni. Il docente deve infine adattare il proprio linguaggio e i propri ragionamenti alle capacità del fanciullo.
La scuola è vita e non solo preparazione alla vita, e richiede un’educazione aperta (open education) come valorizzazione della libertà e della creatività dell’allievo. L’educazione dovrà tendere all’acquisizione di buone abitudini razionali che conducano all’autocontrollo (self-controll).
L’onore, valore tipicamente aristocratico, è strettamente legato al concetto di rispettabilità. Il gentleman deve guadagnarsi la stima e il rispetto degli altri, che si raggiunge attraverso una buona reputazione, che spetta a chi compie azione virtuose e rette.
Alla base del metodo dovranno stare l’amore della stima e il timore della vergogna, che sono il vero stimolo per un giovane che viene formato al senso dell’onore. L’amore della stima e il timore della vergogna sono l’interiorizzazione dei premi e dei castighi. Il modello educativo di Locke e incentrato sull’interiorizzazione, in quanto la formazione del carattere avviene soltanto attraverso la reale interiorizzazione dei principi che successivamente si evidenziano nell’esteriorità. Affinché l’interiorizzazione si produca è necessario che l’allievo eserciti fin dalla prima infanzia le sue potenzialità. La formazione del carattere avviene attraverso l’esperienza, lo sviluppo dell’interiorità per mezzo dell’esercizio dell’esteriorità. L’abitudine ha un ruolo centrale nel sistema educativo lockiano, in quanto è il prodotto dell’esercizio costante. È importante suscitare nell’allievo interesse ed è necessario scegliere il giusto momento per gli insegnamenti, stimolando la sua curiosità, favorendo un apprendimento incentrato sulla ricerca e su uno sforzo adeguato.
Locke valorizza il gioco e il lavoro. I materiali di gioco devono essere costituiti da piccole cose della vita quotidiana, grazie alle quali il bambino può esprimere liberamente la sua creatività e lo fa passare gradualmente dal gioco al lavoro. Il lavoro viene esaltato nel suo valore educativo; ogni lavoro manuale rafforza l’esercizio ed è utile per la salute. Il docente dovrà quindi avviare lo studente ad un lavoro, senza costrizioni, tenendo conto della sua età e delle sue inclinazioni. L’agricoltura e la falegnameria sono considerate particolarmente significative, in quanto non sono semplici hobbies, ma, grazie alla forza e allo sforzo che richiedono per acquisire abilità e competenze, riescono ad educare in maniera rigorosa il fanciullo. Il gentleman sarà dunque l’uomo d’affari che ha imparato il valore del lavoro esercitandolo direttamente per poi lasciarlo ai suoi servi e artigiani. Per Locke è importante seguire il detto mens sana in corpore sano, in quanto la salute è necessaria agli affari e alla felicità ed è indispensabile una robusta costituzione capace di resistere a privazioni e fatiche. Anche i viaggi hanno una valenza educativa, in quanto, oltre a offrire l’apprendimento di lingue e tradizioni, aiutano a sviluppare prudenza e saggezza. Grazie alla formazione morale e religiosa avviene la formazione del carattere. L’idea di Dio è il fondamento principale della virtù; i fanciulli devono quindi apprendere assai presto amore e reverenza per Dio, dal quale riceviamo ogni bene.
Il curricolo del gentleman deve incentrarsi su una formazione integrale. Verbalismo e retorica vengono esiliate perché favoriscono fraintendimenti, errori e inganni; la lettura ha valore solo quando promuove la riflessione e lo sviluppo dell’intelligenza; il mnemonicismo e la grammatica sono limitate, e la grammatica deve essere studiato solo nella lingua propria dell’alunno; il latino va appreso dopo il francese, parlando e leggendo. Materie essenziali per l’esercizio della vita pratica del gentleman sono la geografia,la matematica e il diritto civile e pubblico. L’educazione dell’allievo verrà infine completata con lo studio della filosofia naturale, con lezioni di stile, di ballo, di equitazione e di scherma.

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