Ominide 393 punti

Lombardo Radice: la vita


Grazie a Lombardo Radice, la pedagogia italiana entra a pieno titolo all’interno del movimento dell’attivismo.
Per capire alcune delle ragioni del suo rinnovamento pedagogico, è necessario citare alcuni fatti autobiografici, perchè è proprio attraverso queste esperienze concrete che Radice si è fatto educatore:
in primis, il rapporto che aveva con la sua famiglia. Infatti non solo la madre e il padre si impegnarono per seguire lui e gli altri figli nello studio, ma proprio questi ultimi, soprattutto le sue 3 sorelle, lo influenzarono molto sia dal punto di vista affettivo che intellettuale, perchè tutte e 3 diventarono maestre, e fecero nascere il lui la stessa voglia di diventare maestro.
Inoltre si occupò, già dall’età di 14 anni, dell’educazione dei suoi cuginetti, che la zia, in fin di vita, gli aveva affidato.
Quando conseguirà la laurea in filosofia presso l’Università di Pisa, farà la prima esperienza d’insegnamento al Collegio de Le Querce a Firenze, e successivamente insegnerà pedagogia nella Scuola Normale, finchè nel 1911 non sarà chiamato a Catania per insegnare pedagogia presso L’Università di Catania.
Proprio in questo periodo scrive il suo capolavoro “Lezioni di didattica”, che si basava sulle esperienze di tirocinio che fece accanto ai maestri, come aiutante, e in mezzo agli alunni come compagno di giochi, il che gli permise di “riscoprire la fiducia nelle forze creative dell’infanzia”.
Inoltre, tra gli eventi che più lasceranno il segno nella sua pedagogia, vi è l’incontro con Giovanni Gentile.
Di Gentile lo aveva colpito il suo attualismo ,con il quale egli sosteneva che tutta la realtà non è altro che Spirito in atto, inteso come Pensiero nell’atto di pensare.
Da un punto di vista pedagogico Gentile sostiene che: l’atto dell’educazione è il farsi dello Spirito di maestro e scolaro insieme; perchè lo Spirito è uno, e quindi lo Spirito operante nell’educazione deve essere uno solo.
Sosterrà anche che non esiste una didattica (cioè un insieme di regole che precede l’atto di insegnare) perchè se esistesse, allora precederebbe il pensiero, il che sarebbe impossibile. Pertanto il maestro crea la propria didattica nel momento stesso in cui insegna.
Lombardo Radice rimase affascinato dalla compattezza e dal rigore del sistema gentiliano, infatti il suo obbiettivo era quello di mantenere saldo questo sistema, introducendo però quegli elementi di concretezza che mancavano al sistema di Gentile, quindi parlando di maestri e alunni come due realtà distinte e reali soprattutto, impegnati in un comune lavoro di educazione.
Peraltro, Lombardo Radice(dopo la stesura dei “Programmi elementari”) prenderà anche le distanze dal suo maestro Giovanni Gentile e, una volta acquisita maggiore libertà di azione, scriverà “L’educazione nazionale”, che è stata censurata proprio a causa delle dimissioni di Lombardo Radice dall’ufficio di Direttore generale dell’istruzione elementare.
Per mantenere la sua cattedra di pedagogia a Roma dovette subire l’umiliazione di giurare fedeltà al regime fascista (che in quegli anni si era affermato).
Muore di “crepacuore” nel 1938.
Hai bisogno di aiuto in Pedagogia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email