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La Famiglia

La famiglia è oggetto di studio in diversi campi, soprattutto nell’ambito sociologico e pedagogico, già da molto tempo.
Il modello dominante nel 1800 fino agli inizi della seconda metà del 1900 è quello evoluzionista il cui assunto di base descrive la famiglia nucleare contemporanea come l’esito di un processo evolutivo di semplificazione delle strutture e specializzazione delle funzioni, determinatosi in relazione alla modernizzazione.
Diversi sono gli autori che accolgono la tesi evoluzionistica. Durkaim sostiene che la famiglia non ha origine dalla natura, ma dalla cultura, è stata cioè costruita dagli uomini e da tutte le produzioni umane. Essa di contrae sempre più, passando da estesa a nucleare, man mano che ci amplia l’ambito delle relazioni sociali immediate.
Secondo Engels la famiglia nucleare, invece, nasce in relazione alla istituzione e al potenziamento della proprietà privata.
Morgan determina la nascita della prima forma familiare dalla restrizione del tabù dell’incesto: divieto di rapporto tra consanguinei. Secondo lui, inoltre, l’affermazione della proprietà privata porta alla famiglia monogamica e al computo della discendenza su base patrilineare.
Secondo Parsons le leggi evolutive della famiglia sono la progressiva specializzazione delle funzioni: affettività e prima socializzazione e della progressiva semplificazione della struttura: da estesa a nucleare.
Rispetto alla visione evoluzionistica della famiglia si sono creati anche diversi contributi critici.
Nel contributo della demografia, studio della popolazione, Peter Laslett attraverso l’analisi di documenti, dimostra che in Inghilterra la dimensione media della famiglia è rimasta costante dal 1574 al 1821 e la contrazione è stata ripristinata nel diciannovesimo secolo. La famiglia nucleare ha caratterizzato costantemente il sistema occidentale.
March Bloch nel contributo critico della storia afferma che la storia della famiglia non si svolge in modo unilineare, ma secondo cicli di dilatazione e contrazione.
Il contributo dell’antropologia di Levi Strauss ha dimostrato che la famiglia nucleare compie il passaggio dalla natura alla cultura quando gli uomini assumono la conoscenza e la posizione dell’incesto è naturale in quanto universale, ed è culturale in quanto si pone come regola ed è quindi un prodotto culturale.
Secondo Renè Konig e il contributo della sociologia, servono modelli esplicativi che tengano conto di tutte le possibili variabili. Ad esempio, tra forma familiare e classi sociali, esiste una correlazione. Nella società romana e medievale la famiglia estesa era presente nelle classi superiori e quella nucleare nelle classi inferiori.
Nell’ultimo contributo della storiografia, Ariès afferma che l’elemento di frattura nella storia della famiglia è rappresentato da un elemento socioculturale e all’inizio del diciassettesimo secolo le relazioni familiari sono state caratterizzate da affettività e privacy.
Successivamente, Donati afferma che la teoria evoluzionistica è ormai superata e la famiglia è essenzialmente relazione. Usa tre aggettivi per descriverla: originale cioè che si distingue rispetto alle altre istituzioni, originaria in quanto non ha bisogno di altro per porsi ma si autopone e ha in se il suo fondamento e primordiale perché è considerata una relazione che sta all’origine della vita sociale e individuale.
Oggi, la famiglia è tipicamente umana ed è principalmente intesa come un’unità sociale formata da un insieme di persone che vivono sotto lo stesso tetto, unite da legami di parentela o di altro genere.
I legami di parentela possono essere naturali, come il legame che unisce genitori e figli o di consanguineità, tra fratelli e sorelle oppure acquisiti con il matrimonio, in tal caso si parla di affinità.
Inoltre, una famiglia per essere considerata tale deve avere l’unicità di bilancio rispetto al soddisfacimento dei bisogni primari.
La famiglia, infatti, vive ed opera attivamente nell’ambito del sistema socio-istituzionale su cui tutte le azioni prodotte dalla famiglia hanno comunque una ricaduta diretta e provvede fondamentalmente a due tipologie di funzioni: interne ed esterne.
Le funzioni interne sono assegnate a favore dei componenti del nucleo familiare, mentre quelle esterne sono orientate alla collettività.
Ha funzioni di natura sociale, di protezione e di cura contribuendo così in maniera determinante al benessere ed allo sviluppo dei suoi componenti.
Riconoscere la famiglia come soggetto sociale significa riconoscere il valore e il ruolo sociale da essa svolto. Essa non è un servizio, ma è tuttavia chiamata a svolgere la funzione di servizio nel lavoro di cura, nell’impegno educativo, nelle scelte morali e nello sviluppo degli atteggiamenti.
Può anche essere definita un’ “azienda” che produce capitale umano, il risultato finale principale del suo processo produttivo è infatti il figlio, che è fonte di reddito e garantisce il ricambio generazionale. Per svolgere questa funzione produttiva dovrebbe essere fortemente incentivata dalla collettività.
Essa è un soggetto economico: al suo interno matura molte decisioni sui consumi, sugli investimenti, sull’avviamento e collocamento nel mondo del lavoro.
Oltre che essere ammortizzatore sociale, è anche ammortizzatore economico poiché mitiga gli impatti, a volte devastanti, delle difficoltà economiche dei suoi componenti (disoccupazione).
Essa è inoltre la fonte principale del risparmio, che è uno dei principali indicatori dello stato di salute di una nazione.
La famiglia costituisce per i suoi componenti la prima agenzia educativa ed esercita una funzione formativa ed educativa molto importante per la collettività. È quindi il soggetto sociale primario preposto alle funzioni educative e di cura nei confronti dei propri componenti.
Il singolo individuo costruisce la propria identità e la propria capacità di mettersi in relazione con gli altri a partire dal contesto affettivo familiare, che ha una storia e che si qualifica come un intreccio di relazioni asimmetriche ma reciproche.
Per lungo tempo si è ritenuto che il nucleo di convivenza tipico dell'Europa occidentale tra età moderna e età contemporanea fosse quello della famiglia estesa, comprendente cioè più generazioni e anche la servitù; ma è stato poi dimostrato che già a partire dal Cinquecento si era imposta in molte situazioni la famiglia coniugale.
I vari modi di classificare la famiglia, le principali tipologie comprendono:
la famiglia nucleare: la più diffusa nel mondo occidentale, costituita da un solo nucleo familiare, genitori più figli; la famiglia estesa, composta da una famiglia nucleare e molti dei suoi parenti biologici e legali; la famiglia solitaria, o unipersonale, costituita da una sola persona; la famiglia monoparentale o spezzata, composta da un solo genitore e dai figli; la famiglia allargata, in cui sono presenti due o più unità coniugali conviventi; famiglia ricostituita, formata in seguito a divorzio o separazione di uno o di entrambi i membri e in caso di discendenza, il padre o la madre biologici convivono con figli provenienti da precedenti vincoli, di cui divengono genitori sociali; e infine, la famiglia affidataria o adottiva, in cui è presente almeno un minore assegnato a figure genitoriali che si prendono la responsabilità di provvedere al sostentamento e all’educazione della prole.
Le famiglie estese e gli altri gruppi di parentela, con il passare degli anni, stanno perdendo importanza. Esiste, ora, una tendenza generale verso la libertà di scelta del coniuge e i diritti delle donne in relazione a famiglia e matrimonio sono più riconosciuti e nelle società in passato restrittive si sta diffondendo una maggiore libertà sessuale e i matrimoni di parentela stanno scomparendo con il passare degli anni.
Il tasso di separazione e di divorzio è aumentato così come il numero di coppie che convivono senza essere sposate aumentando così anche il numero di figli nati da genitori non sposati.
Inoltre, è in crescita anche il numero di bambini educati da genitori diversi in tempi successivi (es. genitori risposati che si risposano) e anche il numero delle famiglie in cui è presente solo una figura genitoriale. È invece in calo il tasso di natalità e la dimensione dei nuclei familiari.
Come detto sopra, sono in aumento separazioni e divorzi. La separazione non pone fine al matrimonio, nè fa venir meno lo status giuridico di coniuge; il divorzio, invece, è l’istituto giuridico che permette lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

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