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La dimensione etico-sociale tra promozione di sè e responsabilità etica

Secondo Bertin l’autonomia fondamentale della vita morale è il contrasto tra tendenze egocentriche ed eterocentriche, tra il sé e l’altro. I cardini di questo percorso sono nella comunicazione e cooperazione, caratteristiche fondamentali del legame individuo-società. La predisposizione a comunicare e costruire legami sociali permetterebbe così le forme di cooperazione e dialogo indispensabili a raggiungere il traguardo, cognitivo e affettivo, della presenza di una morale teoretica (dimensione dell’esperienza morale caratterizzata dall’individuazione di valori e prìncipi fondamentali su cui fondare il proprio comportamento), della capacità di valutazione autonoma, della capacità di comportarsi coerentemente con i propri valori, di una motivazione al bene, e infine, di un orientamento sociale per la comunicazione e il confronto sulla moralità (Collaborazone scuola ed extra scuola). Comunicazione e cooperazione si realizzano più intensamente in contesti comunitari, dove la partecipazione alla vita di un gruppo allargato permette il confronto e il protagonismo attivo, la discussione e la democratizzazione: emerge così, l’idea di una socializzazione che si estende dalla famiglia alla scuola, al territorio nel quadro di un sistema formativo aperto ed integrato.


La dimensione estetica

Collegata con l’educazione della creatività è l’educazione estetica (cioè la dimensione dell’educazione finalizzata alla percezione e comprensione del “bello” che poi porta a produzioni autonome), che si divide in due prospettive fondamentali:
1) La formazione a percepire e comprendere i valori estetici;
2) La formazione a produrre autonomamente realizzazioni estetiche.
Si ha così il recupero del significato dell’arte come universo simbolico, “linguaggio” che rappresenta la realtà in forme alternative rispetto alla scienza. Allo stesso tempo l’espressione artistica ha, in comune con il gioco, l’importante funzione di esprimere non solo la vitalità creativa, ma anche le forze e i conflitti che si agitano nella dimensione emotiva profonda della persona con valore conoscitivo e liberante.

La posizione attuale della scuola nel contesto dell’educazione estetica, appare condizionata da esigenze contraddittorie e fratture. Infatti persistono atteggiamenti tradizionali come il primato del “fare” nella scuola primaria e del “giudicare” nella scuola secondaria; nonostante l’affermazione della necessità di una formazione "polivalente", viene mantenuto il primato della dimensione intellettuale, con degradazione dell’educazione estetica all’apprendimento di discipline artistiche. In generale continua a mancare l’attuazione dell’educazione estetica come contemporanea acquisizione di tecniche, espressione, comunicazione e terapia che dovrebbe avere un peso significativo nella formazione degli insegnanti.

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