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Nuova teoria sull'istruzione

Nel settembre del 1959 l’Accademia Nazionale delle Scienze americana convoca a Woods Hole, nel Massachusetts, un convegno per dar vita a un progetto di ricerca interdisciplinare sui processi di apprendimento e per elaborare nuovi programmi per l’insegnamento scientifico. Jerome Bruner, all’epoca direttore del Center of Cognitive Studies dell’Università di Harvard, viene chiamato a presiederlo. Al convegno prenderanno parte 35 fra i maggiori esperti di psicologia, biologia, fisica, matematica, pedagogia e linguistica, ai quali le autorità Usa affidano il compito di riformare il sistema scolastico, dalla scuola elementare fino all’università, e di coltivare una nuova generazione di “cervelli” da impiegare nel settore industriale, militare, elettronico e informatico.
Sono gli anni della guerra fredda e a preoccupare il governo americano è la possibilità che l’Unione Sovietica possa acquisire una supremazia duratura nella ricerca scientifica e, in particolare, in quella aerospaziale, nella quale i russi avevano raggiunto un primo grande successo con il lancio, avvenuto un paio di anni prima, dello Sputnik.

Nella sua relazione conclusiva, Bruner sintetizza le proposte emerse durante i lavori congressuali in quattro concetti generali:
 individuare e fare emergere la struttura della disciplina nei processi di apprendimento.
 individuare l’età giusta per l’inizio dell’apprendimento.
 promuovere la complementarietà tra pensiero intuitivo e pensiero analitico.
 valorizzare il ruolo della motivazione nei processi di apprendimento.

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