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Le dinamiche educative fra autonomia ed eteronomia

L'interazione tra motivazioni e bisogni individuali e attività educativa porta a esaminare il rapporto fra educatore ed allievo. Le condizioni fondamentali che caratterizzano questo rapporto riguardano una asimmetria culturale in cui qualcuno per varie ragioni possiede maggiori esperienze cognizioni competenze e una intenzionalità di educazione verso qualcun'altro. Ma tale intenzione può essere efficace solo se esiste da parte dell'altro membro del rapporto una parallela disponibilità ad apprendere. In mancanza di quest'ultima si possono certo produrre condizionamenti e quindi apprendimenti data l'impossibilità per l'essere umano di rinunciare ad apprendere ma viene messo in forse quel "miglioramento delle disposizioni psichiche" che abbiamo trovato nella definizione di educazione. Non è facile infatti dimostrare che un'educazione imposta produca effettivamente un miglioramento dell'educando anche perchè occorrerebbe decidere prima chi dovrebbe essere giudice del miglioramento stesso: l'educando, l'educatore, la società o il pedagogista?
Bisogna quindi esaminare anzitutto il rapporto educativo nella sua forma ideale ossia come relazione in cui i partecipanti cooperano al raggiungimento di un fine comune. In questo caso le condizioni della cooperazione possono essere più facilmente comprese se esaminiamo il rapporto educativo come relazione comunicativa. Una buona relazione comunicativa dovrebbe valorizzare una partecipazione attiva di educatore ed educando. La capacità di instaurare una buona relazione comunicativa viene anzitutto dagli atteggiamenti di fondo e della personalità di chi, come l'educatore, detiene il potere di iniziativa che guida la relazione nella sua forma di partenza. E' però possibile descrivere anche alcune "regole" indispensabili per un buona comunicazione. A questo proposito Carl Rogers ha analizzato attentamente le qualità di un rapporto terapeutico "centrato sul cliente" per trasferire poi i suoi risultati nella proposta di attività educative "centrate" a loro volta sulla persona che apprende e sul gruppo di apprendimento. Secondo Rogers chi si occupa di attività educative dovrebbe essere in grado di comunicare con autenticità le proprie emozioni e stati d'animo, sviluppare accettazione positiva dei propri interlocutori e possedere una comprensione empatica dei loro sentimenti. Tali condizioni costituiscono lo sfondo su cui istituire un'efficace e positiva comunicazione, le cui modalità possono essere precisate con il riferimento ad alcuni aspetti della teoria psicologica nota come Pragmatica della comunicazione Umana.

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