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Miti della poetica decadente

Vitalismo e superomismo: Il vitalismo presenta in se due tendenze sostanzialmente opposte: da una parte il vitalismo, con l'esaltazione della pienezza vitale senza limiti e freni, come era stato teorizzato da Nietzsche), dall'altra la volontà di annientamento, teorizzata invece da Schopenhauer, che in D'Annunzio e nel decadentismo in generale diviene un modo per esorcizzare l'attrazione morbosa per la morte. D'alro canto vi è il superomismo, che è un'altra faccia della malattia interiore. Il superuomo punta a creare una vita eccezionale, sottratta alle normali norme del vivere comune: classico esempio ne è D'Annunzio, che conduce la vita di un principe rinascimentale, tra oggetti e opere d'Arte, e si dona a un amore lungo e tormentato. Nonostante inoltre il superomismo sia una ripresa di Nietzsche, il superuomo decadente è completamente diverso, dall'idea del filosofo: egli è una forzatura, un uomo che vagheggia circa una nuova aristocrazia, che schiavizzi la moltitudine e si elevi attraverso il culto del bello ad una vita attiva e eroica, interpretato nel senso di diritto di pochi esseri eccezionali al dominio, contro la 'cultura presente'. Entrambe infatti rifiutano la visione benpensante borghese (sono antiborghesi dall'esterno).

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