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Il Verismo deriva dal Naturalismo francese ma presenta alcuni caratteri diversi ed originali e si propone come il frutto più maturo del ripiegamento riflessivo che seguì al Risorgimento, quando apparvero chiare le insufficienze della rivoluzione compiuta, il fallimento delle speranze, l'instabile equilibrio dell'unità, la sopravvivenza sotto la vernice della democrazia e della libertà di una struttura politica, burocratica, poliziesca che non riusciva a produrre solidarietà fra le classi sociali.
Pertanto i caratteri del Verismo sono: il regionalismo- gli scrittori veristi analizzano e descrivono delle realtà sociali tipiche di una certa regione italiana, e diverse dalle altre, il rapporto che lega gli scrittori alle loro realtà regionale è dovuta alla situazione politica italiana, nella quale l'unità non si è ancora tradotta in modi di vivere ed atteggiamenti culturali comuni; il pessimismo - le opere dei veristi esprimono una concezione pessimista della vita e del destino del popolo; l'unità nazionale non ha cambiato le sorti delle classi più povere ed emarginate che sembrano prive di speranza; l'impersonalità - gli autori veristi vogliono rappresentare la realtà in ogni modo oggettivo senza commentarla o interpretarla; vogliono che nelle loro opere emergano i fatti come li vivono e li giudicano i protagonisti; il linguaggio - gli scrittori veristi adottano la lingua nazionale ma nelle struttura delle frasi e nell'uso di alcuni termini imitano i dialetti regionali; riproducono così il modo di esprimersi della gente semplice senza fare ricorso ai dialetti.

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