Giovanni Verga e la sua poetica

Giovanni Verga porta in Italia la ricerca e l’innovazione della cultura europea della seconda metà dell’Ottocento. Descrive, ne I Malavoglia, in Mastro-don Gesualdo e in tantissimi racconti, il modo dei vinti, con tecniche narrative “veriste” desunte dal naturalismo francese e con una struggente e sobria drammaticità che non compare nel modo degli umili manzoniani. Il suo pessimismo non è bilanciato, come quello di Manzoni, dalla fiducia nella provvidenza divina, e dalle sue opere emerge il ritratto di un’Italia allora povera e arretrata, attraversata dalle ingiustizie sociali, e di una società cinica e competitiva. Sullo sfondo, i costi umani dei processi che andavano sconvolgendo il mondo nell’età dell’industrializzazione, della massificazione, del colonialismo.
Giovanni Verga è un autore verista, un esponente, cioè, di un movimento letterario italiano della seconda metà dell’Ottocento il cui altro principale rappresentante fu Luigi Capuana e che si ispirò all’esperienza dei Naturalisti francesi.

Con le sue opere più mature Verga contribuisce notevolmente al rinnovamento della letteratura italiana negli ultimi decenni del XIX secolo.
Il Verismo cerca di narrare in modo impersonale: la presenza dello scrittore, cioè, viene dissimulata adottando la cultura, la mentalità, le conoscenze dei personaggi stessi del racconto, con modalità che ricordano spesso il racconto parlato. È qualcosa di più del semplice punto di vista interno: la voce narrante si mimetizza identificandosi quasi totalmente con il punto di vista dei protagonisti della vicenda, che sembra così essere raccontata da essi stessi, in modo corale, collettivo. L’obiettivo è di riprodurre l’oggettività della ricerca scientifica, in un’epoca in cui la scienza godeva di grande prestigio e influenzava tutta l’attività culturale; ma è anche quello di rappresentare nel modo più efficace possibile, con umiltà e rigore, le dinamiche sociali e le passioni umane.
Un elemento fondamentale per creare questa illusione è dato dalla forma del discorso: quando il discorso è diretto, spesso il suo contenuto è fatto di espressioni e proverbi popolari; quando è in forma indiretta, spesso si tratta di un discorso indiretto libero.
Apparentemente è la voce narrante a raccontare, in realtà le parole riportate riproducono discorsi e giudizi dei personaggi.

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