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Temi del Romanticismo europeo

- esaltazione del sentimento e della fantasia in opposizione alla ragione esaltata dall’illuminismo: la ragione infatti ha deluso l’uomo dell’800 portando anziché pace e benessere, la violenza della Rivoluzione Francese e del dominio Napoleonico. Il sentimento invece, soggettivo e individuale, mette l’uomo a contatto con una realtà più profonda.

- esaltazione della individualità: ogni uomo è considerato unico, irripetibile, dotato di una propria creatività e libertà. I Romantici mettono sempre l’accento su ciò che è individuale ed esalto la singola personalità, non a caso il Romanticismo ama le vicende biografiche e la scrittura autobiografica. L’individualismo si manifesta in vari modi:
1- titanismo: il termine prende il nome dai giganti titani che ribellatisi al dominio di Zeus tentano la scalata all’Olimpo. Il titanismo romantico consiste in una ribellione eroica dell’eroe romantico ai valore borghesi che egli non condivide. Da questa ribellione egli esce sconfitto ma nobilitato dalla sua stessa sconfitta;

2- egotismo (Foscolo ): l’artista romantico mette al centro della propria produzione l’io;
3- ribellismo eroico: Byron dopo una vita libertina morì combattendo in Grecia al fianco dei patrioti impegnati nella guerra per l’indipendenza del loro paese. L’esaltazione dell’individualità favorisce l’artista che usa spesso l’ironia e il paradosso per darne una personale interpretazione.

- Rifiuto delle regole e delle convenzioni: in particolare si rifiuta l’imitazione degli antichi sostenuta dai classici, si esalta invece l’espressione più spontanea del sentimento. Il poeta non vuole più essere condizionato dalla misura della strofa e dall’obbligo di rifarsi a modelli poetici, si affida invece alla propria ispirazione; i Romantici valorizzano anche la poesia popolare nella quale colgono la manifestazione della nazione.

- L’amore di patria e la coscienza nazionale: come ogni uomo è un individuo irripetibile e unico, così per i Romantici ogni popolo è unico e irripetibile perché dotato di una propria tradizione. L’individualismo si trasporta dal singolo alla collettività quindi ogni popolo ha diritto a una propria nazione e alla propria libertà, di qui la difesa della patria e la lotta contro le eventuali dominazioni straniere.

- Rinascita del sentimento religioso: in contrapposizione all’ateismo dell’illuminismo.

- Il predominio della filosofia idealistica in contrapposizione al materialismo.

- La rivalutazione della storia (lo storicismo) e in particolare dell’epoca medioevale perché il Medioevo è considerato la radice storica delle tradizioni e delle moderne tradizioni europee cristiane.

- Una nuova concezione della natura: con il Romanticismo si incrina la concezione del mondo newtoniano che vedeva la natura come una macchina, il cosmo come un orologio e il tempo e lo spazio erano realtà oggettive, adesso invece si diffonde la cosiddetta visione organicistica: la natura viene considerata un organismo vivente dotato di una sua misteriosa forza quasi magica difficilmente quantificabile. La natura diventa una forza rigenerante e misteriosa, a volte identificata come l’assoluto (Dio) e per i Romantici l’uomo deve fondersi con essa attraverso due modi diversi:
1 - la natura viene antropomorfizzata (concepita in termini umani);
2 - la natura viene esaltata nei suoi aspetti più spontanei e naturali tanto che viene esaltato il mondo primitivo quando l’uomo era più vicino alla natura.

- La passione e il tormento: mentre nel ‘700 dominava l’idea di un piacere moderato e della bellezza intesa come equilibrio e armonia di forme, adesso prevale invece la passione amorosa intesa come una forza primitiva che da origine a una vita inquieta, tormentata,avventurosa, sempre in balia di contraddizioni.

- Opposizione io-mondo: conflitto tra l’artista romantico e la società di cui fa parte. Dopo la Rivoluzione Francese si diffonde in Europa la figura dell’intellettuale borghese che intende vivere della professione delle lettere. Fino a questo momento il letterato era o cortigiano, quindi dipendente dall’aristocrazia, o ecclesiastico, quindi dipendente dalla Chiesa, e la sua funzione era quella di elaborare l’ideologia della classe dominante. Ora invece l’intellettuale proviene dalla borghesia e raramente può godere di una rendita (rara eccezione Manzoni), normalmente deve trovare un’occupazione per vivere, spesso anche poco redditizia (insegnante, precettore privato, impiegato, bibliotecario) quindi non gode più di quell’ozium necessario per dedicarsi ai suoi interessi. In questa condizione l’intellettuale, soprattutto l’artista, si sente declassato e frustrato ed entra in conflitto con la società per vari motivi:

1 - è portavoce di valori diverse da quelli borghesi: la borghesia esalta l’utile, il profitto, la produttività, il calcolo razionale, mentre l’artista esalta la bellezza, la natura, l’anima;
2 - l’artista si sente respinto, umiliato e incompreso perche dalla società borghese è visto come un individuo improduttivo e inutile. Il suo conflitto qui è tanto più forte perché si sente umiliato da quella borghesia da cui lui stesso proviene, e questo lo induce spesso ad atteggiamenti di rivolta e anticonformismo: è il caso dell’artista inglese Dandy o di quello francese Bohemien;
3 - nell’800 si afferma il mercato dei prodotti intellettuali: l’opera d’arte diventa una merce da comprare sul mercato (nasce l’editoria moderna) e questo offende l’artista per il quale la sua opera è il prodotto della genialità creativa e quindi non ha prezzo, in più si vuole vendere e quindi l’artista deve assecondare i gusti del pubblico e questo lo umilia. Questo rapporto col mercato aumenta la posizione conflittuale dell’artista nei confronti della società e il suo senso di estranietà. Comincia con il Romanticismo la storia dell’artista moderno e la scissione io mondo avviene in due modi:
1 - come contrasto tra ideale ideale e reale, tra i valori dell’artista e i valore della società;
2 - dissidio esistenziale che dipende dalla condizione stessa in cui vive l’uomo. La prima tendenza provoca un atteggiamento realistico (l’artista studia le ragioni sociali del malessere di questo periodo e il caso più eclatante è Manzoni), la seconda tendenza produce come conseguenza una introspezione psicologica e la riflessione dell’artista sulle cause dell’infelicità umana (Leopardi).

- Il sogno e la follia: l’individualismo dell’artista e il suo dissidio io-mondo portano l’artista a rivalutare quegli elementi che escono dalla normalità. Siccome l’esistenza borghese appare piatta, ipocrita, grigia con i suoi valori esistenziali vengono esaltati quegli aspetti che escono da questa normalità e i due più esaltanti sono il sogno, attraverso cui l’artista entra in contatto con il mistero e la follia. La creazione artistica viene chiamata furor cioè delirio, folla, e il sogno e la follia sono stati di grazie, condizioni piacevoli per l’artista e il poeta.

- Il soggettivismo: l’artista romantico tende a indugiare nella sua interiorità concepita come l’unica realtà vera. Per l’artista il mondo esterno è solo una proiezione dell’io e in questa concezione influisce la filosofia idealistica tedesca che considera il mondo esterno come negazione dell’io (Fitche).

- La tensione verso l’infinito: il soggettivismo, il rifiuto della realtà esterna e della razionalità si trasforma nella tensione verso l’infinito. L’artista romantico vuole superare le barriere del reale per attingere a una realtà più vera che si identifica con l’assoluto, l’infinito.

- Il seinsut: lo stato d’animo dei romantici che si può definire desiderio del desiderio o male del desiderio. Ciò è un’inquietudine che spinge l’artista a protendersi sempre al di là del luogo o del momento presenti. L’artista allora tende a fuggire nella propria interiorità (soggettivismo), o nel soprannaturale o anche nel tempo e nello spazio attraverso la fantasia.

- L’esotismo: inteso come fuga dalla realtà spaziale e temporale. L’esotismo spaziale consiste nel vagheggiare nei luoghi lontani, ignoti, che diventano affascinanti per la loro lontananza e i luoghi mitici sono l’Oriente o il mondo selvaggio dei mari e il Sud (Asia, America, Africa); l’esotismo temporale consiste nel trasferirsi in epoche diverse: le epoche predilette sono il Medioevo cavalleresco, o la Grecia nella Dea antica vista come un paradiso di serenità e armonia perdute nel mondo attuale.

- Il mito dell’infanzia: il mondo infantile è visto come un paradiso perduto di innocenza e gioia in cui il rapporto con la realtà è genuino, fresco. L’infanzia può essere quella individuale (Leopardi) ma anche quella dell’umanità (quella primitiva).

- Mito del primitivo: questo mito è affine a quello dell’infanzia. L’uomo primitivo è esaltato per la sua spontaneità e la sua vicinanza alla natura, la sua autenticità, tutti elementi che si sono persi nella civiltà moderna e poiché il primitivo sopravvive nei paesi lontani. Questo tema si lega anche a quello dell’esotismo.

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