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Decadentismo

Nella seconda metà dell’800 si diffonde una corrente letteraria chiamata DECADENTISMO . Questa corrente letteraria nasce in Francia ed il suo nome deriva dalla parola ,francese appunto, decadènt che era un termine utilizzato contro i “poeti maledetti” (Verlain, Rimbaud, Corbière) i quali venivano definiti decadenti per la vita irregolare che essi svolgevano.
I poeti decadenti, in primis Verlaine (anche nel suo sonetto “io sono l’impero alla fine della decadenza”) , si sentivano in una condizione di stanchezza e languore, come se anche la civiltà occidentale alla quale appartenevano avesse compiuto il suo ciclo storico e fosse prossima al crollo.
In Italia invece il termine Decadentismo non era utilizzato in senso dispregiativo. Questo grazie alla critica del CROCE il quale indicò col termine decadentismo la letteratura e la civiltà del ‘900 caratterizzata da uno stato d’animo d’angoscia esistenziale.

La patria del Decadentismo fu la Francia dove vi era Charles Baudelaire, considerato come il padre della poesia moderna. A fare della Francia la patria del decadentismo corsero due ragioni :
il primo riguarda il fiorire in maniera molto rapida artisti poeti e scrittori,i quali ridiedero alla Francia il primato nella cultura. La seconda ragione riguarda l’ambito storico-letterario. Difatti,la Francia, a differenza di altri paesi come l’Italia, l’Inghilterra e la Germania non aveva ricevette l’influsso del romanticismo , ma tale forma di rinnovamento ci fu solamente all’inizio dell’900 in maniera più convulsa e violenta .
Il Decadentismo ha due genesi, una filosofica ed una storica .
Per quanto riguarda quella filosofica essa è incentrata sulla sfiducia della ragione. Il Decadentismo sorge come reazione alla crisi del positivismo e del pensiero scientifico. Verso la fine dell’800 , filosofi, matematici e scienziati misero in evidenza i limiti del positivismo e della scienza stessa dando a quest’ultima solo il carattere pratico di spiegare le cose. Al contrario, la psicanalisi ,la nuova scienza fondata dall’austriaco Sigmund Freud, sembrò dare una base scientifica alla visione della vita del Decadentismo, affermando che certe nostre azioni non derivano da scelte autonome e razionali ma sono l’effetto di incoercibili impulsi interiori che noi ignoriamo perché sfuggono alla nostra coscienza.
La sfiducia nella ragione che ci fu in questo periodo crea una crisi dei valori tradizionali (la patria, la libertà, il progresso) generando insicurezza,scetticismo e quel senso di angoscia esistenziale. Molti videro come unica via d’uscita la fuga dalla realtà . Altri cercarono di uscire da quest’angoscia esistenziale accettando la realtà e impegnandosi a costruire un mondo migliore.
La genesi storica del Decadentismo si incentra sulla smentita secca degli ideali romantici e positivistici da parte dei conflitti interni e internazionali i quali portarono alla nascita di una visione pessimistica e angosciosa della vita,accompagnata dal vago presentimento di una apocalisse. In tal modo, secondo la critica marxista l’uomo si sente a disagio nella nuova società che, come si va organizzando, tutta tesa allo sviluppo e alla produzione, sembra irridere con le ingiustizie a quegli ideali di libertà e democrazia in nome della quale era stata fondata. In conclusione l’intellettuale, non ancora inserito nel sistema, assume l’atteggiamento del ribelle, del poeta maledetto e satanico che rifiuta la società borghese e ne dissacra i valori.
Il Decadentismo da alcuni viene definito come il terzo Romanticismo perché sembra quasi che il Decadentismo sia la ripresa del soggettivismo romantico. Anzitutto mentre l’individualismo romantico tendeva all’affermazione dell’io l’individualismo decadente si fonda sull’analisi delle proprie sensazioni. Mentre l’uomo romantico contrappone alla ragione il sentimento, l’uomo decadente contrappone a essa l’inconscio e il subconscio. Il decadente non parla di sentimento ma di sensazioni perché il primo è troppo banale comune e mediocre. L’individualismo decadente concepisce l’individuo chiuso in se stesso dovuto alla mancanza di una fede o di un ideale capace di generare solidarietà con il prossimo. Vi sono altre due differenze tra romanticismo e decadentismo. La prima differenza è nel campo della ragione. I romantici avevano rifiutato l’astratta ragione dell’illuminismo ma comunque in parte la considerava capace di interpretare la realtà e di elaborare i principi universali. Il decadentismo invece nega alla ragione questo potere. Un ultima differenza si può riscontrare nel senso del mistero. Nel romanticismo ebbe carattere attivo di ricerca, nel decadentismo il senso del mistero non è attivo ma passivo e contemplativo.
La poesia del Decadentismo è connessa con la visione della vita intesa come mistero. La poesia infatti è concepita come strumento di conoscenza del mistero che ci avvolge ed è vista come la rivelazione illuminazione dell’ignoto. A tal punto cambia anche la visione del poeta. Ora è visto come un “veggente” come cioè l’esploratore del mistero,dell’inconscio e dell’assoluto.
Poiché il Decadentismo concepisce la vita oltre che come mistero,anche come abbandono agli impulsi interiori e alle più raffinate sensazioni, esso diede origine a numerose poetiche particolari come il Simbolismo, l’impressionismo, l’estetismo, il surrealismo, il dadaismo, il panismo, il crepuscolarismo, il futurismo, l’ermetismo.
Il simbolismo sorge in Francia per iniziativa di Morèas. Per i simbolisti la realtà non è quella fenomenica che cade sotto i nostri sensi o è descritta dalla scienza, ma è qualcosa di più profondo e misterioso che vive sotto le parvenze sensibili delle quali solo il poeta può coglierla ed esprimerla. Bisogna fare una ulteriore differenza tra simbolismo decadente e medievale in quanto il primo ha carattere evocativo perché il poeta scopre e rappresenta la realtà a differenza di quello medievale che ha carattere ideologico ovvero che il poeta dice una cosa ma intellettualmente ne sottintende un’altra.
Il panismo si verifica ascoltando le voci provenienti da se stessi e quindi è la tendenza a confondersi e mescolarsi con il tutto.
L’estetismo è una sorta di reazione al Parnassianesimo cioè quel movimento che rifiutava il legame tra la vita e l’arte concependo l’arte come la rappresentazione della vita ideale . Per i decadenti invece questi due termini vengono capovolti, Non è la vita che deve ispirare l’arte,ma l’arte che deve ispirare la vita.
Il dadaismo fu un movimento antiborghese promosso da un gruppo di giovani intellettuali i quali erano disgustati dal fatti che il progresso tanto decantato dal positivismo era sfociato nel bagno di sangue della prima guerra mondiale.
Il surrealismo rappresentò un superamento del dadaismo stesso perché, a differenza del dadaismo, in questo movimento accompagnò lo stesso disprezzo verso la società con l’impegno di crearne un'altra nuova,superiore, surreale rispetto a quella tradizionale.
L’espressionismo si occupò di rappresentare la realtà interiore creata con l’assoluta libertà della fantasia del poeta.
L’astrattismo fu molto simile all’espressionismo dando valore alla realtà interiore dell’uomo rispetto alla sua parte esterna.

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