Giorgjo di Giorgjo
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La Scapigliatura


Dopo l’unità d’Italia gli intellettuali italiani si accorsero che gli ideali risorgimentali vennero sviliti dal carattere burocratico e piemontese dell’unificazione. Per questo i letterati si ritrovarono a vivere una crisi che li portò a sperimentare nuove tipologie letterarie. E’ il periodo in cui nascono i termini Verismo e Scapigliatura. La Scapigliatura fu un movimento in cui si raccolse un gruppo di scrittori e artisti uniti da una diffusa inquietudine, oltre che dall’insofferenza per la società borghese. Una definizione di Scapigliatura che diede Cletto Arrighi nel 1862 fu: “In tutte le grandi e ricche città del mondo incivilito esiste una certa quantità di individui di ambo i sessi, pieni d’ingegno, pronti al bene quanto al male, travagliati e turbolenti i quali caratterizzano una casta distinta dalle altre, personificazione della follia fuori dai manicomi, serbatoio del disordine, dello spirito di rivolta a tutti gli ordini prestabiliti.” Il movimento, ancor prima che letterario e artistico, venne identificato da Arrighi come sociale: comprendeva uomini e donne non vincolati da determinate condizioni sociali ed accomunati dall’insofferenza nei confronti di qualsiasi ordine costituito. Al movimento aderirono un’enorme varietà di artisti. La Scapigliatura cercò di svecchiare la letteratura italiana, operando nei contesti urbani del Piemonte e della Lombardia, soprattutto a Milano. Il movimento utilizzò, per la diffusione delle opere, le riviste. Insofferenti del provincialismo in cui versava la letteratura italiana, gli scapigliati si rivolsero agli autori stranieri in cerca di modelli per l’esplorazione irrazionale e il fantastico. Gli scapigliati elessero il poeta Charles Baudelaire a nume tutelare. Proprio l’autore dei Fiori del male, con le sue antitesi tra bene e male, ispirò il tema del dualismo diffuso tra gli scapigliati. La polemica scapigliata si scagliò invece contro Manzoni, forse proprio per la devozione nei suoi confronti da parte del pubblico: di fatto però le cadenze e le strutture metriche della scapigliatura sono tipiche dell’esperienze poetica manzoniana.

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