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Il Romanticismo Italiano

La parola Romanticismo deriva dal francese antico Romans che significa narrazione in prosa; il Romanticismo in Italia penetrò con una certa difficoltà, perché il Classicismo del Monti e del Giordani opponeva qualsiasi forma di resistenza alle nuove idee romantiche. Il Romanticismo in Italia significò soprattutto patriottismo, amore per la patria e alle sue tradizioni.

Il protormanticismo italiano è rappresentato nel ‘700 da Vittorio Alfieri e Giuseppe Parini.
I personaggi del primo sono romantici perché sono ricchi di passionalità e sono caratterizzati dall’amore per la patria al di sopra di qualsiasi ideale. Bruto condanna a morte i figli “ut Roma salva sit”; Saul esce dalla scena come un vincitore e non come vinto Don Carlos, lo sfortunato figlio di Filippo Secondo di Spagna che viene rinchiuso in una torre del castello affinché la Spagna possa avere un vero re, degno dei suoi antenati.

Giuseppe Parini nacque nel 1729 e morì nel 1799. Il poeta di origine popolana abbracciò lo stato ecclesiastico per godere di una rendita; ordinato sacerdote nel 1754, fu per otto anni precettore in casa Serbelloni. Dopo la pubblicazione del “Mattino” ebbe la direzione della “Gazzetta di Milano” e poi la cattedra di eloquenza alle scuole palatine. Il suo capolavoro, in cui satireggia in nome di ideali civici e morali i costumi della decadente nobiltà lombarda, è il “Giorno”, poemetto in endecasillabi sciolti in quattro punti (il Mattino, il Mezzogiorno, il Vespro e la Notte).
Nel Parini i motivi Romantici sono soprattutto nell’ultima parte del Giorno, e precisamente nella Notte. Qui, la Notte del Parini si presenta placida, serena, bucolica alla maniera delle notti Virgiliane.

Il Romanticismo si oppone all’illuminismo, al Neoclassicismo e al Barocco. L’illuminismo rappresentava l’esaltazione della ragione e dell’intelletto umano; il Romanticismo svaluta le ragioni e dà valore al sentimento, alla passionalità.
Con l’illuminismo si afferma il concetto di “Cosmopolitismo” cioè l’unione di tutti gli Stati del mondo, ed il cittadino diventa cittadino del mondo, mentre con il Romanticismo si afferma il concetto di stato nazionale, il nazionalismo. Lo stesso Mazzini, che aveva fondato la Giovane Europa, ci parla di Europa delle Patrie: l’Illuminismo negava qualsiasi valore alla religione rivelata, basata sulla fede, mentre col Romanticismo abbiamo il recupero del Cristianesimo e dei valori religiosi, nonché dello spirito che si eleva al di sopra della materia.

Quindi mentre l’illuminismo criticava il Medioevo per le sue superstizioni religiose, per il suo Dogmatismo, il Romanticismo rivalutava in pieno il Medioevo. Infatti, secondo i romantici, nel Medioevo vi fu il più grande movimento poetico europeo rappresentato da Trovatori come Jaffre Rudel, Guglielmo Poitiers, Pierre Vidal, Arnaldo Doriello, Bordello da Goito etc.
I Trovatori, afferma il professore Salvatore Battaglia, sono importantissimi per la formazione della lirica perché furono i primi a scoprire la poesia intesa in senso moderno, vale a dire come libera espressione del sentimento umano.
Dal Medioevo il Romanticismo rivalutò la poesia religiosa di San Francesco, le laudi di Jacopone da Todi, le Rime di Cecco Angiolieri per la loro spontaneità e schiettezza di sentimento.
Il Romanticismo si oppone al Neoclassicismo del Monti e al Classicismo Rinascimentale. Il Neoclassicismo dava grande valore alla mitologia, il Romanticismo guarda alla realtà storica e al mondo che ci circonda in maniera concreta e realistica. Netta si rileva l’opposizione romantica al Barocco, che significò ricercatezza linguistica, tecnica del verso e del suono, però quanta freddezza, quanta apatia vi è nei versi dei poeti neoclassici e secentisti!
Da notare che la rivoluzione medievale da parte del Romanticismo non riguardò soltanto l’aspetto lirico ma anche l’aspetto politico e linguistico. Infatti fu proprio nel Medioevo che si formarono le prime lingue nazionali (Rogito cassinate, Carta di Teano, Carta di Sessa) inoltre sempre in tale periodo si formarono i primi Stati moderni come la monarchi inglese, francese etc.

Il Romanticismo italiano inizia nel 1816 con due documenti di vitale importanza.

Il primo fu scritto da Madame De Stail “Sulla maniera e sull’utilità delle traduzioni”, documento che venne pubblicato dalla biblioteca italiana diretta dal Monti nel 1816. Madame de Stail invita i giovani italiani ad abbandonare gli antichi classici latini, greci, abbandonare Dante, Tetrarca, Ariosto e ad avvicinarsi agli autori nordici che interpretano la nuova realtà storica.
Il secondo fu del poeta Giovanni Berchet, il quale scrisse, nello stesso anno, “la lettera semisera di Crisostomo a suo figlio”. In questa lettera, che è considerata il testamento spirituale del romanticismo, Crisostomo (Berchet) scrive una lettera a suo figlio dandogli dei consigli, dei suggerimenti delle spiegazioni sulla nuova poetica romantica. Il Berchet in tale opera invita i giovani autori a non imitare più i classici antichi ma, se proprio vogliono imitare qualcosa, a imitare il meraviglioso libro della natura alla maniera dei romantici inglesi.
Per Berchet e per tutti i romantici l’arte poetica deve essere: popolare, spontanea ed educatrice.
L’arte romantica deve essere popolare nel senso che l’opera d’arte, l’opera letteraria, deve essere accessibile, cioè comprensibile da tutto il popolo che non soltanto da poveri eletti. L’arte romantica deve essere spontanea nel senso che deve provenire dal profondo del cuore, senza ricorrere alla mitologia, a dottrine poetiche frutto esclusivo dell’intelletto umano. L’arte romantica deve essere educatrice nel senso che deve educare le grandi masse all’amore per la patria, all’amore per la libertà, etc.
Anche il Romanticismo, come l’illuminismo e il Neoclassicismo, ebbe il suo organo di stampa: Il Conciliatore, che venne finanziato dai conti Federico Confalonieri e da Luigi Pozzo Lambertini, a tale giornale collaborarono i maggiori romantici di quel tempo come Silvio Pellico, Giovanni Berchet, Pietro Corsieri, etc. Purtroppo il giornale venne osteggiato dall’Austria per le idee di libertà che propagandava e durò ben poco (1818-19), perché fu proibito dal governo austriaco.
Quindi per alcuni anni vi fu questa accesa polemica tra i Classici e i Romantici; i primi erano sostenuti da Vincenzo Monti, Pietro Giordani, il Cardinale Angelo Mai etc. e si appoggiavano alla Biblioteca Italiana, che poi venne fiancheggiata da altri due giornali di idee neoclassiche come la Gazzetta di Milano e l’Attaccabrighe. I Romantici erano sostenuti da Pietro Corsieri, Giovanni Berchet, Ermes Visconti, Ludovico di Breme, Alessandro Manzoni, Tommaso Grossi, Giusepep Giusti e Domenico Guerazzi.


PRINCIPALI OPERE DEL ROMANTICISMO ITALIANO

Protoromanticismo
Alfieri: Saul, Bruto 1 e 2;
Parini: Il Giorno, le Lodi;

Romanticismo
Alessandro Manzoni:
1) Le opere giovanili (Adda e Urania);
2) In morte di Carlo Imbonati;
3) Inni Sacri;
4) Le Odi (5 Maggio e Marzo 1821);
5) Le Tragedie (Adelchi e Conte di Carmagnola);

Giacomo Leopardi:
1) I Canti (Piccoli idilli e Grandi idilli);
2) Le operette morali;
3) Lo Zibaldone;
4) I Pensieri.

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