Positivismo

Nella seconda metà dell’Ottocento, grazie ad un periodo di relativa tranquillità politico-sociale, si favorisce lo sviluppo dell’economia, delle scoperte scientifiche e tecnologiche. Lo sviluppo delle scienze naturali è tale da indurre ad applicare il metodo scientifico anche ad altre discipline. Questa fiducia nella scienza prende il nome di Positivismo. I positivisti, ripongono un’estrema fiducia nella scienza e nel metodo scientifico, ma anche nella letteratura, nelle arti, nella vita e nello sviluppo della collettività. La loro comune direzione è quella di raccogliere e analizzare i dati visibili: si afferma e consolida il metodo dell’osservazione.
Il termine “Positivo” riassume tutto ciò che è reale e utile e che rinvia all’idea di certezza e precisione.
Si pone l’idea che i fenomeni naturali sono regolati da un sistema di rapporti di causa ed effetto. La scienza è considerata l’unico mezzo per conoscere la realtà.

Il filosofo francese Auguste Comte, riconduce a due principi:
- il materialismo, che rifiuta l’idea di spirito come vaga e non osservabile scientificamente, mente la materia è considerata l’unico campo d’indagine possibile;
- il determinismo, che afferma che i comportamenti degli esseri viventi sono determinati da: gli istinti, i bisogni materiali, le condizioni ambientali e storiche.
L’inglese Cherles Darwin, osserva la specie animale e vegetale, e giunge a due ipotesi:
1) le specie si evolvono mutando nel tempo;
2)l’evoluzione degli organismi è determinata dal loro adattamento all’ambiente.
La specie umana, dunque, per Darwin è sottoposta alla lotta per la vita (struggle for life) e a “vincere” sono quegli individui, in grado di trasmettere le caratteristiche della sopravvivenza alla propria discendenza, garantendo la continuità della specie. La teoria darwiniana, rifiuta la teoria del creazionismo, cioè l’idea della creazione divina dell’uomo.
I metodi delle scienze naturali vengono utilizzati nello studio dell’uomo e danno origine alla disciplina che prende il nome di scienze sociali.
Il filosofo inglese Herbert Spencer sviluppa la teoria che considera ogni disciplina del sapere soggetta all’evoluzione.
Il filosofo ed economista tedesco Karl Marx propone una analisi “scientifica” della società capitalistica. Per Marx, le mutazioni della base economica portano con sé il cambiamento delle strutture politiche e ideologiche di una società. Nasce così il socialismo scientifico.
L’osservazione dei singoli individui apre il mondo scientifico alla psicologia sperimentale, cioè allo studio dei meccanismi della psiche umana. Nasce la teoria di Cesare Lombroso, che ipotizza una relazione tra tratti fisici e personalità criminali. Nascerà una nuova disciplina: l’antropologia criminale.

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