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Positivismo

Il Positivismo si sviluppa nella cosiddetta età del realismo.

Esso prese il nome di naturalismo in Francia; realismo in Russia e nel resto dell'Europa; verismo in Italia. In particolare, questa corrente letteraria descrive le condizioni socio-economiche dell'Italia meridionale.

Il nome "Positivismo" trae origine dal fatto che l'uomo crede di poter spiegare qualsiasi cosa, egli crede nella scienza, quindi è convinto di poter spiegare il mondo con la ragione.

Alcuni nomi: Spencer, Darwin (evoluzione), Lamark, Lombroso.

La letteratura positivista è intesa come strumento di analisi e denuncia dei mali della società, come specchio neutrale, imparziale e crudele del vivere umano, anche il più degradato, nella fiduciosa convinzione che questo possa innescare un cambiamento positivo.

Lo "specchio neutrale" rappresenta il canone dell'impersonalità: per diventare uno specchio neutrale e imparziale, il poeta deve immedesimarsi nella situazione di cui parla e, soprattutto, non deve esprimere giudizi né opinioni personali.

Il Positivismo sorge come una sorta di nuovo Illuminismo sulla base dell'espansione della civiltà borghese dell'Ottocento, alla luce della grande ripresa scientifica. Con esso viene rilanciata la fiducia nella ragione, che era stata soffocata dal Romanticismo.

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