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Poesia lirica nell'Ottocento

Introduzione

Nel corso dei secoli e nelle diverse culture, la creazione letteraria in versi ha conosciuto diverse modalità, diverse forme espressive, diverse tematiche: la poesia è una della vie che l'uomo ha elaborato per dare voce al proprio animo, ai propri sentimenti, alla propria sensibilità, ai propri valori, ma anche alla propria storia, alle credenze religiose del suo popolo, ai miti che rievocavano le origini dell'umanità, alle imprese con cui eroi umani e divini hanno misurato il proprio valore. Lingue diverse, epoche diverse, culture diverse, temi diversi...poesia diversa.
Un percorso che comprendesse l'intera storia della poesia richiederebbe dunque un discorso troppo lungo e complesso, non affrontabile in questa sede. Ci interessiamo perciò dell'ultima parte di questa storia, cioè di quella che riassume e comprende in sè tutte le esperienze precedenti, risolvendole in nuove forme e dando vita a una poesia di tipo nuovo.

La tradizione della poesia lirica nell'Ottocento

La lirica di inizio Ottocento risente dell'influsso ancora evidente del clima culturale della moda neoclassica, con il richiamo alla bellezza e alla compostezza dell'arte greca, al suo ideale di perfezionismo, e con il conseguente uso della mitologia; tuttavia sono già ravvisabili tendenze della nuova sensibilità romantica, come la predilezione per i paesaggi notturni o lo spazio concesso al sentimento e alla passione. Nella letteratura italiana, il momento neoclassico e quello romantico sono compresenti soprattutto in Ugo Foscolo: nella sua opera si riscontrano sia l'aspirazione a un ideale di bellezza, di armonia e di perfezione tipicamente classiciste, sia il gusto per paesaggi notturni e sepolcrali. Il poeta mostra inoltre un animo e una sensibilità che si possono definire già romantici.
Il viaggio nella lirica Ottocentesca continua con Leopardi, il maggiore poeta romantico italiano, che nella poesia esprime il proprio sentimento, riflettendolo soprattutto nella natura; il mondo naturale, infatti, costituisce una sorta di specchio dell'interiorità del poeta e l'occasione per meditare sul proprio destino e la propria essenza umana. Leopardi, in nome della libera ispirazione, si svincola dalle rigide regole della composizione poetica che fino ad allora avevano presieduto a essa; tuttavia egli si mantiene nel solco della tradizione, rinnovandola piuttosto dall'interno.
Un ulteriore e più radicale rinnovamento del linguaggio poetico si ha con la corrente del Simbolismo, che ebbe come precursone alla fine dell'Ottocento il poeta francese Charles Baudelaire; egli intende la poesia come la chiave per indagare, scoprire ed esprimere l'essenza misteriosa della realtà. Il poeta è per Baudelaire colui che sa andare al di là della superficie delle cose e cogliere il suo valore simbolico, per scoprirne il senso più profondo.
Nello stesso periodo, in Italia, nel quadro di una poesia lirica che ripete stancamente i canoni del Romanticismo, si distingue l'opera di Carducci. La sua esperienza da una parte conclude la poesia lirica dell'Ottocento, riproponendo linguaggio e forme tradizionali che presto saranno definitivamente superate, dall'altra tenta una sperimentazione nuova sul piano formale, con la metrica barbara, e presenta accenni di una sensibilità che in seguito sarebbe stata definita decadente.

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