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-Neoclassicismo e Preromanticismo-

Il Neoclassicismo e il Preromanticismo sono state due correnti culturali sviluppatesi in Europa tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800.
In questo periodo storico vi erano due correnti (o pulsioni) di pensiero, una favorevole al rinnovamento, l’altra alla conservazione.

La corrente del rinnovamento porta alla nascita del Preromanticismo, una cultura favorita dalle grandi rivoluzioni del periodo, come quelle in Francia (illuminista, con Parigi centro del rinnovamento europeo) effettuate da Napoleone; ebbe diffusione internazionale.
In Italia il maggiore esponente è Ugo Foscolo, in Inghilterra Shelley.
In Europa nacquero diverse gruppi di Preromantici, come lo “Sturm und Drang” (= “Tempesta ed Impeto/Azione”) formato dai fratelli Schlegel.
Gli autori Preromantici esaltavano il patriottismo, la propria nazione, la propria lingua e cultura nazionale.
La loro poesia è più intima, personale, legata anche a riflessioni sulla morte o sui cimiteri, come lo dimostrano le opere scritte sia da Foscolo (“I Sepolcri”) o da MacPherson, un autore scozzese, che scrisse anch’egli testi sepolcrali.

Trattano anche il tema del suicidio, dove colui che lo compie non è più visto come un eroe (come Catone ad esempio), ma come uno che non ha la forza e si allontana quindi dalla società.

La corrente della conservazione, invece, porta alla nascita del Neoclassicismo, diffusasi nelle grandi monarchie assolute d’Europa (Austria-Ungheria, Prussia, ecc..) e anche nell’Impero Ottomano.
In Italia il maggior esponente per la letteratura è Vincenzo Monti, per l’arte Canova.
In Germania, invece, vi è Winckelmann, un archeologo, studioso, e scrittore, scopritore tra l’altro della città di Troia.
Winckelmann, così come tutti gli autori neoclassici, pensava che l’arte greca fosse l’unico esempio di bellezza eterna, individuabile soprattutto nella scultura (nelle statue), visto il perfetto rapporto tra le parti (con gli studi e i canoni di Policleto e Fidia).
Nella Letteratura venivano definiti come perfetti i versi di Orazio ed Omero, ripresi già in precedenza da Dante e Petrarca.
Anche Monti pensava che i migliori versi erano quelli di origine greca e che quindi era inutile creare nuove correnti letterali.
Gli argomenti maggior trattati sono quelli del Mito, dell’Epica e della Bellezza (argomenti tipici della letteratura greca).

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