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Il verismo italiano

L’immagine di Zola che si diffuse in Italia fu quella del romanziere scienziato e dello scrittore sociale, in lotta contro le piaghe della società. Furono in primo luogo gli ambienti culturali milanesi di sinistra a diffondere la sua opera sin dai primi anni ’70. Essi però, anche se colsero subito l’importanza delle nuove tendenze, rimasero prigionieri delle loro aspirazioni confuse e dimostrarono di non avere la forza culturale per dare vita ad opere valide.
Una teoria coerente ed un nuovo linguaggio furono elaborati da due intellettuali conservatori, che approvavano il Naturalismo e condividevano la stessa ammirazione per Zola: Capuana e Verga.
Luigi Capuana ebbe una funzione fondamentale nel diffondere la conoscenza di Zola, con le recensioni di molte sue opere. Egli respinge la subordinazione della letteratura all’analisi scientifica,e in questo concorda con Verga.

Inoltre egli afferma che il Naturalismo perde la sua volontà di far scienza e l’impegno politico e si traduce solo in un modo particolare di fare letteratura; così la scientificità si manifesta solo nella forma artistica, che si riassume nel principio dell’”impersonalità”, che è il motivo principale della poetica di Capuana e Verga, questa teoria afferma la scomparsa dal testo del narratore che interviene e commenta.
Verga invece non ha dietro di sé un movimento con cui possa discutere o condividere idee, e anche se assorbe molte sollecitazioni culturali, rimane tuttavia un isolato, egli oltre a studiare i meccanismi sociali, imposta una rivoluzionaria tecnica narrativa,che è l’espressione di una realtà pessimistica e materialista.
La parola “verismo” è un’etichetta generale che copre manifestazioni molto diverse; non si può dire che esista un Verismo come scuola e movimento e nemmeno una serie di scrittori che si raggruppa attorno ad un programma culturale comune. Non si può nemmeno parlare di una tendenza generale, poiché il panorama del periodo verista offre una serie di esperienze che hanno tra loro ben poco da spartire con il Naturalismo francese. Nulla accomuna questi scrittori tranne un interesse per figure e ambienti popolari e la rappresentazione delle loro miserie.
Si può dire che il verismo, inteso come movimento che si rifà al Naturalismo francese, si restringe a tre nomi: Capuana, Verga e De Roberto, che vi si aggiungerà più tardi.
Con gli anni ’90 il romanzo veristico, che ama rappresentare ampi quadri sociali, comincia ad andare in crisi e viene gradualmente soppiantato dal romanzo psicologico.

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