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Il Romanticismo italiano

In Italia il fenomeno romantico differentemente da altre realtà europee nacque precisamente nel 1826 quando in Francia fu pubblicato l’articolo di Madame de Stael “sulla maniera e l’utilità delle traduzioni” sul giornale “BIBLIOTECA ITALIANA”. Lo spirito dell’articolo, puramente polemico, si rivolgeva agli intellettuali italiani che, considerati troppo classicisti e rivolti al passato, erano poco sensibili e recettivi alla letteratura europea e contemporanea. Un’accusa veritiera che, trovava conferma nell’importante tradizione culturale italiana (la letteratura latina, Dante, Petrarca, i rinascimentali) di cui gli autori italiani facevano riferimento e ostentazione. Secondo Madame de Stael, gli italiani «continuavano a rimestare nella cenere, gioielli ormai trovati» nella convinzione che il patrimonio classico, pur restando un patrimonio inestimabile, doveva aprirsi ad altri orientamenti culturali. L’articolo si compone di due parti:

Classicisti: secondo i classicisti, la letteratura italiana contemporanea, non aveva nulla da insegnare agli italiani che, invece, dovevano rivolgersi al passato quale fonte inesauribile di esperienza. Si assiste, quindi, ad una difesa del patrocinio classico di cui maggiore esponente è Pietro Giordani.

Romantici: i romantici, invece, caldeggiavano per una posizione più aperta e distesa, attenta a nuovi indirizzi culturali, senza per questo rinnegare il patrimonio tradizionale considerato inviolabile e sacro per la cultura italiana. Tra i rappresentanti più eminenti, compare Giovanni Berchet autore de “lettera semiseria di Grisostomo a suo figlio” con la quale intendeva difendere lo stile popolare della poesia: lo spirito e la sensibilità poetica sono presenti in tutti gli uomini, solo che alcuni di essi sono capaci di far emergere questo senso di ispirazione, altri, invece, a causa di una condizione troppo gretta oppure esageratamente raffinata, non sono abili ad esprimere tale intuizione (poetica pascoliana del fanciullino). Per questo motivo la poesia può essere intesa da tutti, anche se attraverso un linguaggio più equilibrato, “popolare” ma, non per questo semplice o ordinario.
La disputa fra romantici e classicisti si risolse con una vittoria dei romantici che surclassarono i loro avversari con le loro nuove istanze moderne. Rispetto al contesto europeo, molti dei temi affrontati saranno trattati in Italia, solo nel novecento con il Decadentismo.

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