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Il giallo

Il genere giallo nasce nel 1841, ad opera di E.A. Poe. Anche se si potrebbe considerare l'Edipo Re di Sofocle un antenato del genere letterario in questione, infatti Edipo risolve un oscuro delitto e si arriva alla catastrofe.
Il genere ha un codice piuttosto rigido, ovvero il crimine è al centro e un investigatore deve risolvere il caso.
Il primo romanzo giallo è “ I delitti della Rue Morgue” di Poe, dove appare il suo detective Auguste Dupin, che si caratterizza per la sua capacità di analizzare le coincidenze che gli si prospettano, soprattutto Dupin è caratterizzato da una straordinaria capacità di osservazione e di associazione di idee.
Con Dupin abbiamo la nascita del giallo ad enigma, ovvero l'investigatore si trova davanti un enigma e con le sue capacità lo deve risolvere. Poe creerà col suo Dupin anche uno dei topos del giallo: l'enigma della camera chiusa.

Il diretto discendente di Dupin è Holmes, l'investigatore creato dalla fantasia di A. Conan Doyle. Holmes si distingue in parte dl suo predecessore, perché utilizza la deduzione unita al metodo scientifico, cioè uso di strumenti e analisi delle prove. Diciamo che è il padre del giallo scientifico. Il primo romanzo in cui appare Holmes è “Uno studio in rosso”, dove collabora con Watson, che è anche colui che scrive le avventure di Holmes.
Altra grande scrittrice del giallo all'inglese, è Agatha Christie, creatrice di H. Poirot e Miss Jane Marple. A differenza di Holmes, Poirot fa esclusivo uso del ragionamento, così anche Miss Marple che per mezzo di analogie con persone da lei conosciute, risolve il misfatto. Holmes e Poirot sono i tipici investigatori del giallo ad enigma, cioè l'investigatore si trova davanti un enigma da sciogliere, che mette a dura prova le sue capacità razionali, per un attimo sembra che possa essere sconfitto, ma si arriva alla conclusione e con un colpo di scena il colpevole viene punito. La narrazione è distaccata e impersonale, l'ambientazione è chiusa, generalmente all'interno della società alto-borghese o nobiliare inglese, lo sviluppo è lineare. I personaggi sono solo ruoli, non c'è approfondimento psicologico, l'investigatore è centrale. Il suo aiutante serve a esaltare le sue capacità, Watson con Holmes, Hastings con Poirot. Le domande da farsi sono: chi ha commesso il delitto? Come è stato commesso? Perché è stato commesso? Da lì parte l'indagine, con lo studio degli indizi, il movente, le prove e infine la soluzione finale.
Il giallo a suspense, al contrario del giallo ad enigma presuppone una narrazione coinvolgente, i crimini sono svolti sotto gli occhi del lettore, che viene coinvolto e lo stesso investigatore può essere coinvolto nel crimine. Il giallo d'azione nasce negli anni '20 negli Stati Uniti, descrive la realtà delle violente città americane, il linguaggio è crudo e gergale, le descrizioni sono realistiche, si parla di corruzione, criminalità organizzata. L'ambientazione è quella delle realtà urbane, gli spazi urbani complessi, bassifondi, spazi aperti, le situazioni sono articolate e realistiche, spesso può non esserci la sconfitta del male. E' definito anche poliziesco d'azione, infatti non c'è riflessione ma si agisce, si spara e l'investigatore è coinvolto nei fatti di sangue. Grande rappresentante del genere è Phillip Marlowe, creato dallo scrittore Raymond Chandler.
Tale giallo viene definito anche hard boiled, ovvero racconto spietato. Della scuola americana fanno parte: Rex Stout con Nero Wolfe; Dannay-Lee con Ellery Queen, anche se questi ultimi coniugano il giallo ad enigma con quello a suspense.
Con il giallo francese o latino, cioè con Georges Simenon creatore di Jules Maigret si giunge al giallo psicologico, il giallo d'ambiente, dove prevale lo studio dell'umanità e la comprensione delle azioni del genere umano. Così, con Simenon, insieme al suo Commissario Maigret, arriva la Parigi delle "brasserie", dei quartieri popolari, ma anche della provincia francese. In questa atmosfera si immerge la profonda umanità di Maigret, che indaga senza indagare, per arrivare a una verità che si scopre spesso amara. Gli assassini di Simenon non sono raffinati geni del male, sono persone qualunque, che magari, pochi giorni prima, fino a che la loro comunissima esistenza non viene sconvolta da un imprevisto, non immaginano neanche lontanamente di essere capaci di uccidere. Maigret, al contrario dei suoi predecessori letterari, è un omaccione ordinario e vulnerabile, che nulla ha dell'eroe, è un piccolo borghese, uno stipendiato dallo stato. Nei romanzi di Simenon il colpevole viene spesso sospettato, se non individuato, relativamente presto nel corso della storia. Si tratta però di ricostruire la verità umana, l'antefatto che ha causato il dramma, e con esso le prove per poter incastrare il colpevole: l'attenzione dell'autore non è più centrata sulla costruzione di un meccanismo perfetto, di un enigma apparentemente insolubile che si sciolga magicamente nella sorpresa finale. Importante ora è raccontare una vicenda umana, attraversata da un dramma e, perché no, da un delitto.
Il giallo italiano nasce nel 1929 e si chiama così dalle prime copertine pubblicate dalla Mondadori. In quegli anni Augusto De Angelis creava il personaggio del commissario De Vincenzii una sorta di commissario Maigret italiano, che non ebbe grandissima fortuna, forse anche per la chiusura, anche culturale, da e verso il resto del mondo che il fascismo aveva generato, e per lo scarso gradimento che il regime aveva nei confronti del genere letterario poliziesco. Finalità propagandistiche e di ordine pubblico spinsero infatti il regime fascista a far "scomparire" il crimine dalle cronache dei giornali e dalla letteratura, tanto che nel 1943 si arrivò addirittura ad imporre il sequestro in Italia di "tutti i romanzi gialli in qualunque tempo stampati e ovunque esistenti in vendita", con la chiusura anche della famosa collana dei gialli Mondadori, visti con sospetto come una sorta di istigazione a sovvertire l'ordine costituito.
In Italia, il giallo riprenderà le pubblicazioni negli anni 50/60 e va ricordato Giorgio Scerbanenco, il maestro ideale di tutti i giallisti, anche attuali, italiani. I suoi romanzi, oltre ad essere dei piccoli gioielli del noir, riletti oggi appaiono anche come uno spaccato umanissimo e amaro dei nostri anni sessanta, che rivelano una Italia difficile, persino cattiva, ansiosa di emergere ma disincantata, certo lontana dall'immagine edulcorata e ottimista del boom economico di quegli anni che ancora oggi viene riproposta dai media.
Nel mondo del giallo degli anni settanta è sempre più presente il tema della prevaricazione del potere, dei suoi complotti e misfatti, e il relativo scacco delle investigazioni ha costituito un percorso fondamentale della vanificazione novecentesca del giallo. Non a caso, la denuncia delle responsabilità criminali delle istituzioni contraddistingue anche moltissimi dei gialli italiani dell'epoca, pubblicati a partire dagli anni quaranta: dal già citato Giorgio Scerbanenco a Fruttero & Lucentini, parecchi commissari protagonisti sono caratterizzati come perdenti. Il giallo si tinge allora dei colori della cronaca e assume in modo crescente le caratteristiche del noir. Non più l'ordine ristabilito con l'intervento risolutivo delle istituzioni e la palingenesi sociale, ma il disordine e il caos senza ritorno.
Il giallo in epoche più recenti si è intrecciato sempre di più con tematiche a volte esistenziali, ma più spesso sociali e persino storiche e politiche. Basti pensare ad autori come Massimo Carlotto, Carlo Lucarelli, Andrea Camilleri, lo spagnolo Manuel Vazquez Montalban, per citarne solo alcuni: in una società sempre più caratterizzata dai soprusi e dalla violenza, non avrebbe senso costruire una storia classica all'inglese sganciata dal contesto. Come ha scritto Massimo Siviero il romanzo d'evasione diventa allora romanzo d'invasione delle coscienze addormentate: deve scuotere più che divertire.
G.Scerbanenco: Venere privata, Lamberti (ex-medico)
A.Camilleri: S.Montalbano
C.Lucarelli: De Luca
M.Carlotto: Alligatore
M.Fois: Avv. Bustianu

Il giallo storico più che un sotto-genere del giallo o poliziesco, può essere considerato una particolare variante all'interno del genere, generalmente di tipo classico-deduttivo variante che si caratterizza per un'ambientazione temporale storica anziché contemporanea.
Il giallo storico abbraccia un arco temporale estremamente vasto, per cui si spazia dal giallo medievale a quello ambientato nella Roma classica, nell'antico Egitto o nella Grecia antica, dal giallo rinascimentale a quello di età moderna. Spesso il detective di turno è un personaggio realmente vissuto, come Aristotele o Dante Alighieri o Claudio Galeno.
Tra gli autori più prolifici vanno annoverati Ellis Peters, Margaret Doody, Candace Robb, Danila Comastri Montanari e Giulio Leoni.
Recentemente si è andata affermando una variante particolare del giallo storico, ormai accettata in questa definizione per via della distanza temporale del contesto storico evocato, cioè quella del poliziesco ambientato nella prima metà del Ventesimo secolo.
In questo specifico segmento del giallo storico si sono segnalati scrittori come gli inglesi Philip Kerr e Alan Furst, l'italiano Carlo Lucarelli e l'italo-americana Ben Pastor, creatrice quest'ultima della saga di Martin Bora, un ufficiale-detective tedesco della Wehrmacht indirettamente ispirato alla figura di Claus von Stauffenberg, che vanamente attentò alla vita di Hitler il 20 luglio 1944.
E.Peters: Fratello Cadfael
C.Robb: Owen Archer; Margareth Kerr
M.Doody: Aristotele
D.Comastri Montanari: Aurelio Stazio
G.Leoni: Dante Alighieri

Il giallo
ha una struttura fissa si parte da una situazione iniziale, un ordine regolato dalla legge: con la rottura dell'ordine si ha suspense(flashback; prolessi) e mutamenti d'azione che provocano la curiosità del lettore,
si ha la temporanea sconfitta dell'investigatore durante le indagini, ma per mezzo delle sue capacità deduttive raccolta e analisi dei dati; delle ipotesi e della soluzione

I temi del giallo
1. la ricerca della verità
2. la comprensibilità e l'incomprensibilità della verità e della falsità
3. contrapposizione tra ordine e disordine
4. il tema della colpa e della punizione

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