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Il Verismo

Il verismo è la declinazione italiana del Naturalismo francese. In Italia, diverse erano la situazione sociale e la materia narrativa. L’economia Italiana era ancora prevalentemente rurale, perciò l’attenzione dei più grandi romanzieri veristi, tutti di provenienza siciliana, si concentrò sul mondo dei poveri contadini che vivevano nell’arretrato Sud.
La letteratura verista intende realizzare una scienza del cuore umano, oggettiva e priva di intenti “progressisti”; ha una visione profondamente pessimistica della vita, secondo cui la società non può essere cambiata, tanto meno dall’arte e dalla letteratura; accetta il determinismo naturalistico (ovvero la concezione secondo cui il comportamento dell’uomo è determinato dalla sua costituzione fisica e dalle circostanze ambientali e sociali in cui vive) ma considera anche i fattori culturali e psicologici.

I principali veristi sono:
1. Luigi Capuana, il quale nelle sue opere abbandona il romanzo storico-politico per il “romanzo dei costumi contemporanei”; ritrae in maniera veritiera la realtà italiana; segue il canone dell’impersonalità e sceglie di non trascurare la fantasia e l’immaginazione.
2. Federico de Roberto, il quale accolse il principio della rappresentazione oggettiva, integrandolo però con l’indagine psicologica dei personaggi.
3. Giovanni Verga, il caposcuola e il maggior esponente del Verismo. Oltre ai romanzi maggiori e alle principali raccolte di novelle scrisse alcuni importanti manifesti programmatici.

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