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Temi della poetica decadente

Decadenza, lussuria e crudeltà: le opere del decadentismo sono tutte dominate da un senso di stanchezza fatale, derivata in qualche modo dal senzo di disfacimento di una civiltà consapevole di se stessa, che si sente oramai prossima al crollo, senza alcuna possibilità di 'superare la crisi che la sta attraversando'. I poeti decadenti iniziano così a ricercare e ad ammirare le epoche storiche di decadenza, lasciandosi cullare in vagheggiamenti nel lusso raro e prezioso e facendosi vincere dalla lussuria (alle quali spesso si aggiungono anche componenti sadiche o masochistiche) e dalla crudeltà, tutte cose che in un modo singolare permettono al poeta di non cadere nell'inerzia o nella noia.

Malattia e Morte: Le opere letterarie dell'epoca decadente sono segnate dalla nevrosi e dalla malattia (entrambe sono in un certo senso metafore di una condizione storica, di un malessere diffuso e di un profondo squarcio nella classe intellettuale). Ed è per questo motivo che la letteratura decadente diventa in qualche modo 'malata' anch'essa, per imitare la civiltà di cui fa parte, per ergersi a portavoce di un malessere comune, di una 'civiltà malata'. E ad essere malate sono le persone (sia di malattie fisiche, che mentali, o ancora semplicemente inconsapevoli di se stesse, abbandonate alla frenesia e senza alcun limite), ma anche le cose, che diventano man mano sempre più corrotte e impure. Queste immagini attraggono in un modo quasi perverso il poeta decadente, poiché sono immagini della morte, tema dominante e quasi ossessivo, che pervade tutte le opere di questo periodo.

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