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Decadentismo


Il Decadentismo è un movimento artistico e letterario che nasce in Francia negli anni 70 dell'800 e si diffuse presto in gran parte dell'Europa.
Il termine Decadentismo venne coniato dalla critica dell'epoca in modo dispregiativo per indicare un gruppo di intellettuali francesi (i cosiddetti “poeti maledetti”), come Baudelaire, Verlaine, Rimbaud e Mallarmè, che rappresentavano il "degrado intellettuale" e che, dediti alla ricerca del piacere e della bellezza, rifiutavano le regole morali della borghesia. Questi poeti non solo avevano accettato la definizione “dispregiativa” della critica, ma se ne sono fatti un vanto, sottolineando la loro diversità e la loro estraneità nei riguardi della società del periodo.
Il Decadentismo va in contrapposizione al Naturalismo e al Positivismo, pur essendone contemporaneo, e rifiuta il metodo scientifico in quanto non era stato in grado di fornire risposte sufficienti alle domande che l'uomo si era posto nei tempi.

Questa corrente è la conseguenza della presa di coscienza della crisi della società borghese del tempo, una borghesia che rappresentava disuguaglianza sociale e politica, il cui unico scopo era un guadagno, e per questo, bisognava diversificarsi dalla teoria borghese del profitto.
Gli scrittori decadenti si rifanno in parte al Romanticismo, infatti, trattano temi tipici proprio del Romanticismo, tra i quali l'immaginazione, il sogno e la fantasia, in quanto non si riconoscono nel materialismo della società e consapevoli di esserne rifiutati, rivendicano la propria superiorità.
In sintesi, le caratteristiche principali del Decadentismo confluiscono nel rifiuto della realtà sociale. A ciò si aggiunge l'esasperazione dell'individualismo (esaltazione di se stessi), la visione pessimistica del mondo e della vita, la forte polemica contro il Positivismo, il senso del mistero e della solitudine dell'uomo e la valorizzazione dell'inconscio, ovvero la parte non razionale dell'uomo .
L' inconscio, con i suoi istinti e le sue pulsioni, è l'intermediario tra l'essere umano e il mondo della Natura.
Il poeta decadente è un esteta (l'opera decadente più legata all'estetismo è Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde), quindi, è alla ricerca della bellezza in tutte le sue forme, ed è un veggente che va aldilà delle sensazioni e delle apparenze, vivendo una realtà diversa dall'uomo comune in quanto superiore.
La metrica tradizionale venne ignorata e lasciò spazio al verso libero come mezzo che permetteva di evidenziare tutte le sfumature evitando le limitazioni delle forme metriche tradizionali più chiuse e rigide, in modo da esprimere quello che il poeta sente e vede senza badare a regole e forme.

In sintesi, i temi principali sono:


  • il rifiuto della società borghese, del Positivismo e della razionalità;

  • l'irrazionalismo, quindi l'immaginazione, il sogno e la fantasia;

  • l'individualismo, ovvero, l'esaltazione di se stessi in quanto esseri superiori e l'interiorità, quindi la componente soggettiva dell'animo umano;

  • l'esaltazione della malattia e della morte, in quanto rappresentavano uno stato privilegiato e una superiorità;

  • il VITALISMO, ovvero, l'esaltazione della vita senza regole morali.

In Italia, il Decadentismo non assunse il carattere che ebbe in Francia. Diversa è soprattutto la concezione della figura del poeta, il quale mantiene una funzione di guida culturale della società, al contrario di quanto avviene in Francia, dove si riconosce nell'isolamento la condizione del poeta, costretto ai margini di una società che non gli permette di vivere. Esemplare è la figura di D’Annunzio, poeta e letterato, ma anche uomo pubblico. I rappresentanti del Decadentismo italiano, oltre a d'Annunzio, furono Pascoli e per certi aspetti anche Svevo e Pirandello.

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