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Il Barocco

Nel 1600, mentre l’indagine scientifica toglie credito alle teorie antiche, anche in ambito culturale l’arte e la letteratura si distaccano dai legami con il passato, quindi dall’imitazione dei classici e dalla ripresa delle regole classiche, per “avventurarsi” in nuovi contenuti e caratteristiche alla ricerca di qualcosa di nuovo.

1600: Barocco

- Crisi del Rinascimento.
- Crollo del consolidato sistema di certezze.
- Senso di precarietà dell’esistenza umana.
- Crisi di valori e senso di incertezza collegato alla nuova rivoluzione scientifica.
A questo clima culturale, la letteratura barocca reagisce:
- Con la ricerca del nuovo, dell’inedito.
- Con la ricerca di ciò che è stupefacente.
- Con la poetica della meraviglia, basata sull’uso della metafora (Concettismo: capacità di collegare con acutezza e ingegno concetti appartenenti a sfere tematiche lontane).

Origini del termine

Il termine “Barocco” fu elaborato nel secolo successivo alla fine del ‘700 per indicare in senso negativo il carattere “irregolare” ed “eccentrico” e lo stile artistico bizzarro, ampolloso, ridondante che lo contraddistingue, in contrasto con l’impronta lineare, razionale e composta del Rinascimento.
La parola “Barocco”, infatti, deriva dal termine portoghese “Barroco”, dallo spagnolo “Barrueco”, e dal francese “Baroque”, e significa “perla irregolare” (non perfettamente sferica), “roccia frastagliata”.

Generi letterari del Barocco

- La lirica barocca: segnata da un profondo rinnovamento stilistico che dal Classicismo passò al gusto dell’eccesso e del bizzarro con artifici letterari.
- Il teatro: in Italia abbiamo il dramma pastorale (già sviluppato nel 1500), il melodramma (libretto poetico costituito da musica e testo poetico), molto diffuso in Italia con Pietro Metastasio, la Commedia dell’arte. In Inghilterra, sempre in questo periodo, si sviluppano i drammi di Shakespeare; in Francia, i drammi di Racine e Molière; in Spagna, i drammi di Pedro Calderòn de la Barca.
- Il poema (mitologico ed eroicomico).
- Il romanzo: in Spagna Miguel de Cervantes scrive “Don Chisciotte della Mancia” nel 1605.
- La narrativa breve: Giambattista Basile scrive “Lo cunto de li cunti” (raccolta di novelle e fiabe popolari riscritte dall’autore utilizzando il dialetto napoletano con uno stile barocco).
- La trattatistica: soprattutto scientifica (Galileo), letteraria (“Il cannocchiale aristotelico” di Emanuele Tesauro, trattato sulla poetica barocca), politica (Hobbes, Locke, Sarpi).

Lirica barocca

La poesia barocca deve suscitare diletto e piacere nel lettore (concezione edonistica) attraverso l’arguzia, l’acutezza, l’ingegno dello scrittore, che deve riuscire a stupire (poetica della meraviglia).
Utilizza:
- Metafore argute.
- Allitterazioni (vicinanze di stessi suoni), anafore (ripetizione di stesse parole all’inizio di versi consecutivi), iterazione (ripetizioni di parole), rime.
- Linguaggio ricercato
- Sintassi ampia, utilizzo di periodi complessi (ipotassi).
La poesia barocca italiana fu criticata per l’attenzione soprattutto all’esteriorità e non ai contenuti.

Tematiche

- Oggetti della realtà quotidiana (specchio, pettine, orologio, ...).
- Elementi legati alla fisicità (anche per descrivere ciò che è bizzarro, deforme, brutto).
- Piccoli elementi della natura (cicala, zanzara, ape morta, vespa, ...).
- La donna descritta nella sua quotidianità domestica e nei suoi aspetti fisici che ne esaltano la bruttezza, la vecchiaia, o in contesti inusuali (“Bella schiava”, Giambattista Marino: Nera sì, ma se’ bella, / o di natura, / fra le belle d’amor / leggiadro mostro.).

La poesia barocca in Italia

In Italia, il maggior teorico del Barocco è Emanuele Tesauro, che scrisse “Il cannocchiale aristotelico” (1654). Tale testo è il più importante trattato sulla teoria poetica barocca, basata sull’utilizzo della metafora e del concettismo. L’autore afferma che:
- La metafora è la migliore delle figure retoriche.
- La metafora è creata dall’ingegno dell’autore, che, collegando aspetti lontani, dà forma al pensiero e crea dei concetti.

- I concetti creano diletto e meraviglia nel lettore.
Per Tesauro, la metafora ha sia un valore estetico, perché rende il testo più piacevole e stupefacente, sia un valore conoscitivo, perché è uno strumento di conoscenza, di nuovi concetti e di nuovi rapporti tra le cose. Il titolo dell’opera ha due significati nascosti:
- “cannocchiale aristotelico” è un ossimoro (le due parole sono opposte), “cannocchiale” indica la nuova scienza, “aristotelico”, invece, rimanda ad Aristotele, il filosofo greco considerato simbolo della tradizione classica. L’autore, quindi, vuole sottolineare il carattere innovativo della sua opera, dando legittimità maggiore e autorevolezza, grazie al nome Aristotele.
- Metafora → come il cannocchiale permette di affinare la vista e di vedere elementi della realtà. Così fa la metafora, grazie al suo valore conoscitivo. È stato proprio Aristotele ad utilizzare il termine della metafora e a cercare di dargli una definizione, sottolineando come il procedimento metaforico parta da un confronto tra nomi.

Giambattista Marino

Il principale poeta barocco italiano è Giambattista Marino, che nasce a Napoli nel 1569 e muore nel 1625 sempre a Napoli. È considerato il fondatore della tendenza poetica, chiamata Marinismo, che fu seguita anche da altri poeti a lui contemporanei o poco posteriori.
È considerato anche il teorico della cosiddetta poetica della meraviglia; famosa è la terzina “è del poeta il fin della meraviglia: / parlo dell’eccellente e non del goffo; / chi non sa far stupir vada alla striglia.”
La poesia di Marino presenta una grande rottura dal passato. Le sue opere principali sono:

- Rime, pubblicato nel 1602, confluite nella raccolta “La Lira” (1608).
- L’Adone, poema mitologico formato da venti cani, fu colpito da censura e inserito nell’Indice dei libri proibiti. Viene narrato il mito dell’amore di Venere per Adone, il quale morì in una battuta di caccia, sbranato da un cinghiale mandato dal geloso Marte. Il poema contiene ricche descrizioni barocche di giardini, palazzi, ambienti; un linguaggio pieno di metafore, virtuosismi e una struttura poco coesa e senza organicità. Ci si distacca dal poema epico-eroico, in ci vi era un eroe esaltato per le sue imprese e la struttura era organica.

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