Le idee e la poetica

Wilde è un rappresentante significativo del Decadentismo di cui assimilò inquietudini e ideali. Più di ogni altro scrittore (paragonabile soltanto all’italiano D’Annunzio), si sforzò di identificare la sua arte con la sua vita che ebbe sempre atteggiamenti di eccentricità e di anticonformismo. Si può dire che egli rientri negli schemi dell’esteta decadente non solo come scrittore, ma anche come uomo che si compiacque di atteggiamenti di puro estetismo. Al puritanesimo dell’Inghilterra vittoriana, egli contrappose il suo comportamento paradossale e disordinato e nelle sue opere, dove le memorie autobiografiche si confondono col gusto narrativo raffinatissimo, prevale spesso il desiderio di scandalizzare il perbenismo della dominante borghesia. Il suo narrare è piacevole e accattivante, le situazioni sono spesso divertenti e lo stile è spigliato: per questo egli fu uno degli scrittori più letti del suo tempo.

Il ritratto di Dorian Gray (1891): romanzo. Narra la storia di un giovane bellissimo e avido di piaceri che, per magia, ottiene di rimanere sempre giovane e bello, mentre invecchia per lui il suo ritratto. Sempre più lussurioso e ripugnante, Dorian Gray arriva a odiare perfino la sua immagine in quel ritratto che, invecchiando, è lo specchio della sua oscenità; quindi squarcia il quadro con una pugnalata, ma è lui stesso che cade morto, mentre il ritratto torna ad essere intatto e bello.

Registrati via email