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Temi Principali della politica Baudeleriana


Spleen
è un termine che ricorre spesso e indica la Noia esistenziale, il malessere di vivere, l’angoscia, il tormento. E’una parola inglese che deriva dal latino Splen e significa milza. Secondo le teorie mediche del mondo classico, la milza era sede dell’umore nero, della bile nera, responsabile della malinconia e dello stato psichico, oggi nota come sindrome maniaco-depressiva. Il primo a parlarne era stato Orazio, che rifletteva sulla tendenziale incapacità dell’uomo a trovare soddisfazione e felicità dalla vita; da questo trova spunto il suo Carpe Diem, il consiglio di godersi la vita cosi com’è, pienamente cogliendo la gioia del presente. Petrarca aveva parlato dell’accidia, l’angoscia quasi ignavia, una depressione che non trova risoluzione. Il massimo rappresentante nella letteratura ottocentesca della noia è Leopardi; in Leopardi assume un’accezione negativa (è insoddisfazione continua) e una positiva (stimola l’uomo ad andare avanti e ricercare), se l’uomo fosse soddisfatto non produrrebbe nulla, non andrebbe alla ricerca di qualcosa. Il simbolismo, invece, da alla noia una connotazione più sentimentale. Lo Spleen è inteso come un sentimento intimo di angoscia e di tensione esistenziale che riguarda esclusivamente la figura dell’artista (si sottolinea così la sua superiorità). Lo Spleen pur alla base della produzione letteraria non ha comunque una connotazione positiva, spingendo l’artista a cercare sollievo non solo con l’arte ma anche con altre vie che offuscano la lucidità mentale. I poeti simbolisti sono “i poeti maledetti”.
Concezione della natura = La natura intesa tradizionalmente come il paesaggio che possedeva una solida tradizione letteraria latina e italiana (dalla letteratura medioevale alla romantica), è presente in quasi tutti gli autori. I simbolisti non possono sottrarsi alla descrizione della natura, tuttavia, i ruoli vengono rovesciati. Mentre tradizionalmente la natura era sfondo sia essa amena o orribile, adesso è simbolo, rappresentazione della realtà. Baudelaire affermerà che la natura è un tempio, fatto di colori, suoni, di profumi che richiamano a significati più profondi. Il paesaggio, infatti, non è mai rappresentato di per sé, poiché ogni cosa è un simbolo come un suo significato. Per certi versi richiama l’allegoria medioevale (erbari, lapidario, bestiari). Nell’allegoria ogni elemento ha un significato di per sé che richiama un significato più profondo (ad esempio la lupa è un animale avido, rappresenta l’avidità umana) L’oggetto rappresenta qualcosa come oggetto di per sé e poi ha un ulteriore senso più profondo. Nel simbolismo, invece, ogni cosa ha un significato più soggettivo, è un filtro dei pensieri dell’autore. In sintesi mentre l’allegoria è oggettivamente comprensibile, il simbolo, invece, è legato ai sentimenti e alla sensibilità del poeta e solo per lui ha un determinato significato.

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