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Petofi, Sandor

Il poeta ungherese Sàndor Petöfi (Kiskorös 1823 - Segesvár 1849) diede un decisivo contributo all'arricchimento formale e tematico della lirica della sua nazione, ben al di là di ogni predecessore, creando un'inedita sintesi di tecniche artistiche e soggetti realistici. Le sue opere epiche riuscirono a creare un potente connubio di argomenti e di atteggiamenti popolari e di sperimentazioni metriche, e la sua lirica si delineò come espressione estetica di esperienze umane genuinamente sentite. Vi venivano celebrate la natura, le gioie e le tristezze del popolo, l'amore coniugale, la vita familiare e il patriottismo; i valori stessi vivi nelle grandi pianure ungheresi, in cui erano radicati la sua lingua, le sue immagini, il suo folklore e i suoi personaggi. Petöfi partecipò alla guerra d'indipendenza del suo paese (1848-49), morendo il 31 luglio 1849 in battaglia contro l'esercito russo. Fu probabilmente sepolto in una fossa comune.
Di lui si ricordano: Fronde di cipresso sulla tomba di Etelka, Il prode Giovanni, Il martello del paese (poema eroicomico su un fabbro di villaggio); notevoli le poesie sul paesaggio: Nella patria, Nella mia terra natale, La pianura d'inverno, La piccola Cumania.

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