Mito 2715 punti

Ippolito Nievo

Nasce a Padova nel 1831, partecipa alla seconda guerra d'Indipendenza, nel 1860 parte con la spedizione dei Mille. La sua produzione letteraria è notevole; scrive dei versi Le lucciole, Amori garibaldini, dei romanzi Angelo di bontà, Il conte pecoraio, Il Varmo, dei racconti Novelliere campagnolo, da tutte le opere traspare lo stile risorgimentale della sua attività, dedita all'educazione civile e morale.
In seguito alla guerra civile compone i saggi politici Venezia e la libertà d'Italia e Frammento sulla rivoluzione nazionale, in cui denuncia la necessità di far partecipare le masse popolari contadine agli eventi nazionali. Il suo capolavoro, in assoluto, è Le confessioni di un Italiano.
Muore nel 1861 in seguito ad un naufragio, tornando dalla Sicilia a Napoli.

Le confessioni di un Italiano
Questo romanzo fu composto tra il 1857 e il 1858 e fu pubblicato, postumo, nel 1867 con il titolo Le confessioni di un ottuagenario, ma non ebbe molto successo, del Novecento, invece, è la massima rivalutazione.
Il romanzo in questione è un romanzo storico, un po' variato: il protagonista è Carlo Altoviti che parla in prima persona della sua vita dal 1775 al 1859. Naturalmente nel raccontarsi emergono anche molti elementi della storia italiana del tempo.
La prima parte del romanzo è ambientata nel castello di Fratta e assomiglia molto ad un romanzo di confessioni, che rievoca il mondo dell'infanzia. La vicenda personale qui si intreccia con la storia italiana che sta vivendo il passaggio dall'ancien régime all'epoca rivoluzionaria; nella seconda parte il romanzo cambia l'impianto narrativo. Il tempo accelera e lo spazio aumenta e varia, anche il protagonista subisce un'accelerazione e diventa, qui, un uomo adulto.
L'importanza del romanzo non è certo nella vicenda che narra, ma consiste nel suo significato: esso, infatti, è il momento di passaggio dal romanzo storico del primo Ottocento, al romanzo di ambiente contemporaneo del secondo Ottocento.

Registrati via email