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Il Camaleonte

Nel racconto si parla di un uomo, l'orefice Chriukin che, morso da un cane, per tutta risposta comincia a rincorrere l'animale urlando.
Per la piazza passeggiava il commissario Ociumielov insieme alla sua guardia, i due, sentendo le urla, accorrono alla scena: si era formata una folla attorno a Chriukin e il commissario lo vide mentre, arrabbiato, mostrava alla folla il suo dito insanguinato.
Chriukin pretende di essere indennizzato e allora il commissario, ritenendo giusto che il padrone del cane sia punito, domanda chi sia.
Quando qualcuno della folla dice il nome del generale Zigalov, Ociuielov cerca di "difenderlo".
Anche uno della folla dà la colpa a Chriukin, raccontando che egli, per divertimento, aveva premuto il sigaro sul naso del cane.
La guardia allora interviene, dicendo che il cane non è del generale.
Il commissario allora torna alla sua posizione, difendendo Chriukin.
Riflettendo ad alta voce la guardia però si smentisce e dice che il cane potrebbe essere del generale. Allora arriva il cuoco del generale spiegando che il cane è del fratello del generale arrivato da poco.
Ociumielov sorride, facendo finta che non sia successo niente e mentre il cuoco va via col cane, la folla ride di Chriukin.

Breve commento
Il camaleonte di cui si parla nel racconto è in senso metaforico il commissario Ociumielov, che in un breve arco di tempo cambia più volte opinione e comportamento, a seconda delle informazioni che gli giungono sul nome del proprietario di un cane-

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