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Dostoevskij, Fedor

Fedor Michailovic Dostoevskij nacque a Mosca nel 1821 da una famiglia di aristocratici decaduti. Dopo la precoce morte della madre, il padre lo costrinse ad iscriversi alla Scuola Superiore di Ingegneria Militare di Pietroburgo, dove il giovane Dostoevskij si diplomò, seppur svogliatamente, nell'anno 1843; ottenne un impiego come cartografo, ma lo stipendio miserabile e la mortificazione di svolgere un lavoro non adatto al suo carattere lo spinsero al gioco d'azzardo, vizio che lo accompagnerà per tutta la vita e che sarà fonte di grossi problemi economici, ma anche di splendida ispirazione letteraria nel romanzo "Il giocatore" (1867). Nel 1846, uscì il primo romanzo "Povera gente" seguito dal "Sosia" (1846), racconto surreale e dai risvolti psicoanalitici.
Attratto dalle idee di uguaglianza e di giustizia sociale, frequentò un gruppo di intellettuali ma, nel 1849, venne arrestato con l'accusa di essere un sovversivo e condannato a morte: dopo la lettura della sentenza, il plotone d'esecuzione venne fermato e la condanna commutata nei lavori forzati in Siberia: i ricordi della sua prigionia gli ispireranno le "Memorie da una casa di morti" (1861-62): Scontata la pena, nel 1854 venne iscritto come soldato nel battaglione e conobbe Mar'ja Dmitrievna, che avrà il permesso di sposare nel 1857; congedato per motivi di salute, ritornò a vivere a Mosca. Nel 1861 uscì "Umiliati e offesi", mentre nel 1866 pubblicò "Delitto e castigo", rimasto vedovo nel 1864, anno in cui pubblicò "Ricordi dal sottosuolo", si risposò nel 1867 con la sua segretaria, Anna Grigòr'evna Snìtnika e, per tre anni, visse all'estero per sfuggire ai creditori che lo perseguitavano a causa dei suoi debiti di gioco. Nonostante i problemi di salute e di denaro, questi furono per lo scrittore anni fecondi, in cui pubblicò "L'Idiota" (1868), "I demoni" (1873), "La mite" (1877), "I fratelli Karamazov" (1880). Mor nel 881 a Pietroburgo, dopo una violenta crisi polmonare.

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