Quando le passioni ti fanno trovare lavoro

Quando le passioni ti fanno trovare lavoro

Università: solo libri ed esami? Per fortuna, non è così. Le università infatti sono anche luoghi di incontro tra ragazzi con gli stessi interessi che, con l’aiuto di professori ed esperti, riescono a crescere nelle proprie passioni tanto da farne un’opportunità lavorativa. In particolare, presso le università americane si punta molto su questo aspetto. Gli “student clubs” (cioè associazioni, create dagli stessi studenti con l’appoggio dell’università), dedicati a diverse tematiche ed argomenti inerenti agli studi, permettono ai giovani di mettersi in gioco e di mettere in pratica i propri interessi. I clubs possono rappresentare un link privilegiato tra formazione e mondo del lavoro, come è successo a Valeria, ex studentessa della John Cabot University.

I CLUB: TRA UNIVERSITA’ E LAVORO – Quello dedicato al Business è solo uno dei clubs che permettono agli studenti della John Cabot University di mettere in pratica ciò che imparano e di misurarsi con la loro occupazione futura. Le altre associazioni si occupano, per fare qualche esempio, di relazioni internazionali, di diritti umanitari, di giornalismo o media. Ogni studente può dar vita ad un club, i cui membri si riuniscono una volta a settimana e organizzano le loro attività come eventi, conferenze, incontri, addirittura veri e propri viaggi di formazione. La partecipazione attiva alle iniziative delle associazioni studentesche permette quindi di intessere un legame concreto con il mondo del lavoro, per l’appunto attraverso gli incontri e le tavole rotonde con imprenditori e professionisti e la visita in importanti aziende.

BUSINESS CLUB: NON SOLO STUDIO - Studiare le regole del management e dell’economia può non bastare a diventare professionisti di altissimo livello. Lo sanno bene i membri del Business Club della JCU, che durante il passato semestre ha aiutato l’associazione UFWH (Universities Fighting World Hunger) a coordinare l’evento di beneficenza con l’organizzazione Oxfam Italia. Infatti, il Business Club è sempre in prima linea per supportare cause sociali e l’integrazione multiculturale. Inoltre, ogni semestre il club organizza un viaggio in una delle più grande compagnie di una specifica industria. Questo semestre il Business Club ha visitato Eataly. Un degustazione di vino e cibo è stata organizzata esclusivamente per i membri del club a conclusione di un incontro con il dipartimento marketing e management della grande azienda. Per farsi un’idea dell’intensa attività di questi studenti, si pensi che lo scorso anno i ragazzi hanno visitato, tra gli altri, il Business Palace di StarHotels e il Microsoft Innovation Campus di Milano. Il prossimo settembre, ad inizio anno accademico 2015/16, verrà organizzata una visita all’Expo di Milano. Seguirà un incontro con gli ex alunni della JCU ora in Lombardia, professionisti e imprenditori, per uno scambio di idee ed esperienze tra i vecchi e i nuovi studenti della JCU. I membri del Business Club hanno anche attivato un servizio di mentoring per le matricole universitarie dal nome “Biz Buddy”, che si propone di seguire e consigliare gli studenti che si approcciano per la prima volta allo studio universitario e alla vita del campus.

VALERIA, DA PRESIDENTE DEL BUSINESS CLUB A EXPO - Un esempio di come l’attività dei club possa aiutare nel proprio percorso lavorativo, tanto da diventare parte del “curriculum” di un professionista di successo, è quello di Valeria Borghetti. Da ex presidente del Business club alla John Cabot University, ha preso parte ad eventi e incontri con figure manageriali di aziende come Eataly o Geico, entrando in contatto con le più importanti realtà italiane e internazionali nel campo. Grazie poi agli stage svolti durante gli studi, in particolare quello presso l’Ambasciata Americana, Valeria ha ulteriormente arricchito le sue esperienze professionali. Ciò ha permesso a Valeria, dopo la laurea, di essere selezionata dal Dipartimento di Stato americano tra migliaia di studenti di tutto il mondo per far parte del gruppo di circa 120 giovani che lavorano nel padiglione USA di Expo 2015. Ma Valeria non vuole certo fermarsi qui e il suo sogno è spiccare il volo per lavorare nell’ambito delle pubbliche relazioni e delle risorse umane. “La John Cabot mi ha dato gli strumenti per potermi creare un futuro di successo – dichiara Valeria - Le classi piccole con professori che ti spingono a realizzare il tuo potenziale e a tradurre la teoria in pratica sono una dei grandi punti di forza di questa università”.

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Carla Ardizzone

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