Che cosa farai dopo le superiori?

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Di redazione

Che cosa farai dopo le superiori?
(Foto di Alessandro Albert)

Gli esami di maturità sono in vista, la scuola sta per finire, e tu hai ancora le idee confuse su cosa fare dopo? Non preoccuparti, succede – ed è perfettamente normale. Le incertezze su cosa fare di sé e della propria vita sono uno dei grandi misteri esistenziali dell’umanità. E, come dice Danny De Vito nel monologo finale di The Big Kahuna, “Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco, ancora non lo sanno.” Qui, se vuoi, puoi rivederti tutta la scena:

Cosa fare nella vita?

Tuttavia, com’è che una persona scopre cosa vuole fare nella vita? “Cioè, è una cosa con cui uno nasce e che si rivela man mano nel tempo o si devono vivere certe cose?” (se lo chiede Peter Facinelli, sempre nello stesso film). Anche questa è una buona domanda, a cui difficilmente si riesce a dare una risposta definitiva. Forse ognuno deve cercare la sua, di risposta, ed è proprio durante questa ricerca che si diventa ciò che si è. Molto spesso, la strada per arrivarci non è tra le più comuni.

Seguire le proprie passioni

Herman Melville, per esempio, a vent’anni si imbarcò come mozzo su una nave che da New York stava per salpare alla volta dell’Inghilterra: arrivò a Liverpool, visitò Londra, e tornò in America. Due anni dopo si arruolò come marinaio su una baleniera e ci rimase per diciotto mesi. Quando arrivarono in Polinesia, disertò insieme a un compagno di equipaggio, e visse spostandosi tra le isole e facendo diversi lavori, finché decise di tornare a casa. Da queste sue avventure gli venne l’ispirazione per scrivere alcuni dei suoi romanzi più famosi: Redburn, Typee, Giacchetta bianca e, naturalmente, Moby Dick.
Ernest Hemingway era un altro spiritello vivace: dopo la scuola rifiutò di iscriversi all’università e preferì cominciare a lavorare come giornalista. Allo scoppio della Prima guerra mondiale si arruolò come volontario: lo mandarono sul fronte italiano, dove guidava le ambulanze della Croce Rossa e andava tutti i giorni in bicicletta a distribuire generi di conforto ai soldati delle prime linee. Anche lui, anni dopo, avrebbe raccontato le sue esperienze nei suoi libri (su tutti, Addio alle armi: e se non l’avete letto, fatelo!).
William Faulkner, invece, lavorò come istruttore di golf, postino (ma passava più tempo a scrivere e a leggere le riviste degli abbonati che a riordinare la posta), fuochista di una centrale elettrica, pescatore e operaio in una segheria. E tuttavia, scriveva in ogni momento libero che aveva a disposizione: finché, nel 1949, gli fu assegnato il Nobel per la letteratura.

Che cosa farai dopo le superiori?
(Foto di Federico Botta)

I percorsi della Scuola Holden

Sono solo tre esempi, ma ce ne sarebbero a milioni, di persone che avevano forti passioni e che hanno avuto il coraggio di seguirle, seguendo strade insolite e poco battute. La Scuola Holden ne propone sette, di percorsi insoliti: si chiamano College e sono Brand New, Cinema, Digital, Reporting, Scrivere, Serialità & TV e Storytelling. Qui puoi vedere cosa succede e cosa si impara in ogni College. I College non sono altro che le sette discipline principali che vengono insegnate alla Holden: narrazione d’impresa, cinema, digital storytelling, giornalismo, serialità, televisione e scrittura. Chi si iscrive a Scuola ne sceglie uno, e segue questo binario per due anni. Tuttavia, se la tua storia diventerà un libro, un film, un videogioco o una campagna pubblicitaria, le regole di base che la faranno funzionare saranno sempre le stesse, quelle della narrazione. Per questo imparerai, innanzitutto, a narrare. E spesso ci saranno delle deviazioni dal tuo College verso nuovi orizzonti, per imparare a scoprire altri panorami: sono i Fuoripista.

Partecipa alle selezioni

La Scuola Holden è una scuola di narrazione: significa che chi ha una storia da raccontare, qui impara come farlo. È stata fondata a Torino nel 1994 dallo scrittore Alessandro Baricco, e si chiama così in onore del protagonista de Il giovane Holden di J.D. Salinger (sperando che lui non lo venga mai a sapere). È stata immaginata come una scuola in cui perfino uno scapestrato come Holden Caulfield non sarebbe stato espulso. Un posto in cui imparare deve sempre essere un’emozione; un modo di scoprire, attraverso maestri e compagni, dei mondi che da soli, probabilmente, sarebbe impossibile raggiungere (un po’ come Melville in Polinesia, per dirne una. Per entrare alla Holden bisogna fare un test d’ammissione, le selezioni sono aperte fino al 30 settembre, e qui trovi tutte le istruzioni per iscriverti ai test. Se sei pronto a passare attraverso lo specchio e scoprire cosa c’è al di là, il primo passo è compilare l’Application Form
Il resto, verrà “man mano nel tempo, mentre vivi certe cose”.

Che cosa farai dopo le superiori?
(Illustrazione di Ilaria Urbinati)

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