5 cose da sapere se studi Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace

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Di manliogrossi

Cinque cose che devi sapere se studi Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace

Hai scelto di studiare Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace, ormai sei sicuro: ma sai come funziona all’Università, cosa ti aspetta dopo la triennale e la magistrale? E una volta entrato nel mercato del lavoro? Ecco 5 cose che dovresti sapere se scegli il percorso in Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace secondo questo articolo a cura di AlmaLaurea.

1. Cosa fai alla triennale?
Studi prevalentemente Scienze Politiche e Sociali, Scienze Economiche e Scienze Giuridiche. Chi si è laureato prima di te ha conquistato il titolo a 26,3 anni, mettendoci in media 4,7 anni e con un voto medio di laurea pari a 98,5. A influire in questo caso è il fatto tra i laureati in Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace è elevata la quota di chi ha intrapreso esperienze lavorative durante gli studi: ben il 78%. E durante gli studi ha fatto un buon numero di stage formativi, 42%, e di esperienze internazionali, 23%.

2. Dopo il primo livello …
in Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace il 50% dei laureati prosegue gli studi con la magistrale puntando soprattutto sui percorsi di Scienze per la cooperazione allo sviluppo (38%), Relazioni internazionali (20%), e Scienze dell'economia (12%).

Cinque cose che devi sapere se studi Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace

3. Concludi la magistrale e poi?
Dopo 5 anni dalla laurea, per chi ha scelto la magistrale in Scienze per la cooperazione allo sviluppo il lavoro c’è eccome: sono occupati 80 laureati su cento. Valore che sale all’83% per chi ha puntato su Relazioni internazionali e all’89% per quanti hanno intrapreso la strada di Scienze dell'economia.

4. Lavoro ben retribuito e stabile? Non c’è male
I laureati in Scienze per la cooperazione allo sviluppo a 5 anni dal titolo guadagnano in media ben 1.323 euro netti al mese, e anche la stabilità lavorativa è abbastanza buona: coinvolge 50 laureati su cento. E, anche se dentro a questi “stabili” c’è chi sceglie di mettersi in proprio, ad avere la meglio è sempre il tempo indeterminato che interessa 39 laureati su cento. Per i laureati in Relazioni Internazionali le retribuzioni sono altrettanto buone, 1.387 euro netti al mese, così come la stabilità lavorativa che interessa 61 laureati su cento: in particolare, 53 su cento hanno un contratto a tempo indeterminato. Il guadagno è ottimo anche per chi ha puntato su Scienze dell'economia, 1.483 euro netti al mese; non è da meno la stabilità lavorativa, 76%, in particolare il 59% con un tempo indeterminato.

5. Dove vanno? Servizi sociali e personali, Commercio e Consulenze professionali
Tra i laureati in Scienze per la cooperazione allo sviluppo i settori che hanno la meglio sono i servizi sociali e personali (22%) e dell'istruzione e ricerca (17%); seguono le consulenze professionali e la pubblica amministrazione (entrambi 9%).
Per chi ha puntato invece su Relazioni internazionali, i principali rami di inserimento sono quelli del commercio (14%), della pubblica amministrazione (12%) e dei servizi sociali e personali (10%); segue il ramo del credito e assicurazioni (9%). Infine, la maggior parte dei laureati che ha scelto la magistrale in Scienze dell'economia si inserisce nei rami delle consulenze professionali (24%) e del credito e assicurazioni (19%); segue il commercio (11%).

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31 maggio 2017 ore 16:30

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