Prof social vs prof offline: chi vince tra gli studenti?

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Di redazione

facebook professori

I tempi sono cambiati e bisogna adattarsi alle nuove generazioni. E’ proprio quello che alcuni professori stanno cercando di fare entrando nel gigantesco mondo dei social. Dallo stato da aggiornare su Facebook alle foto su Instagram, senza dimenticare le storie di Snapchat: sono questi i passatempi dei giovani di oggi e molti insegnanti, per entrare più in contatto con gli studenti o semplicemente per aggiornare la loro "cultura”, cercano di imparare come funziona il loro mondo. Ma non tutti i docenti appoggiano quest’idea, anzi: alcuni reputano inutile "svecchiarsi", ma pensano solo a svolgere la loro professione di insegnante. Così, da tanto tempo ormai, si stanno formando due fazioni: da una parte c’e’ chi preferisce essere aggiornato sulle nuove applicazioni, dall'altra chi invece non condivide questo aspetto e continua a fare il prof tradizionale.

Tra app e social network: l'identikit del prof social


Il professore social rispecchia la figura dell’insegnante che non perde un momento per mettere foto, postare stati e taggare persone su ogni tipo di social. Se nell’istituto dove insegna usano il registro elettronico, lui sarà il primo a buttare quello cartaceo e aggiornarsi sulle nuove tendenze e non dimenticherà mai di assegnare i compiti e scriverli sul registro, per poi mandarli via internet. E' quello con l’ultimo modello di cellulare tra le mani, e chiede continuamente ai suoi alunni quali sono le cose che vanno di moda o fanno tendenza in quel periodo. Generalmente i professori social sono quelli più giovani, i neolaureati, che cercano e vogliono ancora appartenere al gruppo degli adolescenti e non perdono occasione per farlo approfittando dei momenti liberi per stare insieme agli studenti, anche oltre l’orario scolastico o semplicemente scambiandosi le amicizie su Facebook.

Registro e interrogazioni alla cattedra: il prof offline


Il professore offline rappresenta la fazione opposta. E’l’insegnante che non condivide per niente la mania di postare cose su internet e ritiene questo atteggiamento poco professionale. Riprendendo l’esempio di prima, se in un istituto ormai hanno tutti il registro online, il professore offline o antisocial sarà l’unico a opporsi a questa imposizione e verrà in classe con il classico registro cartaceo, segnando chi e’ assente o meno quel giorno, come era solito fare qualche anno fa. Sono questi i pensieri dei professori “antichi”, che preferiscono le vecchie tradizioni e che si preoccupano solo di insegnare cose che rimarranno impresse in testa, cercando ogni modo per catturare l’attenzione degli studenti.

Prof a confronto: provare per credere


Se non sei ancora convinto che i professori degli istituti superiori siano divisi in questi due gruppi ti consigliamo di andare a vedere il film “Beata ignoranza” che ha come protagonisti Alessandro Gassman, professore della categoria SOCIAL e Marco Giallini, professore della categoria OFFLINE. A causa di un problema, che non vi sveliamo, dovranno scambiarsi i ruoli cercando di vivere l’uno nel mondo dell’altro. E’ un film divertente e per questo non mancheranno le risate, ma ci sarà anche occasione di riflettere sull’influenza che la tua generazione, “posseduta” da internet, ha sulle persone adulte.

Daniela Lasagna

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